In relazione all’intervento di Alessandro Giuliani del 25 marzo, relativo alla annosa questione dell’invalidità del 2013 ai fini della progressione di carriera del personale scolastico, corre l’obbligo di fare qualche precisazione.
Il “blocco” in parola risale al DPR n. 122 del 4 settembre 2013, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 ottobre 2013 ed entrato in vigore il 9 novembre 2013: la misura fu presa unilateralmente (dunque senza alcun “accordo sindacati-MEF”) dal governo in carica pro tempore, presieduto da Enrico Letta (PD), con Saccomanni al MEF.
Vero invece è che tale misura estendeva un analogo provvedimento (DL 78/2010), che bloccava il triennio 2010-2012, emanato dal precedente governo Berlusconi, sempre in danno del personale della scuola.
Mentre il triennio 2010-2012 fu “recuperato” da accordi successivi (le risorse furono sostanzialmente trovate con la significativa riduzione del Fondo di Istituto), a distanza di 13 anni il blocco del 2013 continua a operare in danno del personale scolastico, quello peraltro meno retribuito dell’intera Pubblica amministrazione italiana (lasciando volutamente stare impietosi confronti con “l’Europa”).
A margine della vicenda: il 21 maggio 2025, con propria sentenza, la Cassazione si è espressa negativamente sul ricorso presentato per il “recupero” del 2013. Il blocco rimane, poiché alla disposizione di allora la Cassazione non riconosce alcun carattere straordinario e temporaneo.
Curiosamente, a poche settimane di distanza (luglio 2025), la Corte Costituzionale dichiara contrario agli alti valori della Carta il tetto (di ben 20.000 euro mensili) introdotto per magistrati e dirigenti pubblici dal DL 66/14: si trattava infatti – secondo gli Ermellini – di una disposizione legislativa “straordinaria e temporanea”, allora giustificata dall’eccezionale crisi finanziaria ma che, evidentemente, oggi non ha più ragion d’essere.
Dunque: l’“eccezionale crisi finanziaria” è finita per magistrati e dirigenti pubblici, che possono quindi ricevere emolumenti eccedenti i 20.000 euro mensili, ma invece non è finita per il personale scolastico.
Ivan Cervesato