Una maggiore attenzione all’educazione alle immagini e al digitale, anche attraverso l’introduzione di “almeno due ore settimanali” dedicate a queste materie. È l’appello lanciato sul Fatto Quotidiano da Angelo Zaccone Teodosi, consulente e giornalista esperto in politiche culturali. “Dal 24 al 26 settembre, Palermo è diventata la capitale del “cinema nelle scuole”, ospitando la terza edizione delle “Giornate Nazionali del Cinema per la Scuola”, promosse dal Ministero della Cultura (Mic) e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (Mim)”, scrive Zaccone Teodosi. “Come per il crollo dell’occupazione nel settore cine-audiovisivo recentemente denunciato (meno 90 % nel 2024), anche questa iniziativa è purtroppo passata quasi inosservata ai media “mainstream”, pur ponendosi ‘controcorrente’ rispetto alla linea restrittiva del ministro Giuseppe Valditara sul digitale e sugli smartphone in classe”.
Il riferimento è alla querelle sull’utilizzo dei telefonini a scuola, che tiene banco dall’inizio delle lezioni e a cui Tecnica della Scuola ha dedicato un ampio speciale. Per l’esperto, le priorità sulle quali intervenire nel rapporto tra scuola, media e nuove tecnologie sono altre. “La Sottosegretaria Lucia Borgonzoni, inaugurando l’iniziativa nei Cantieri Culturali alla Zisa, ha snocciolato dati impressionanti”, prosegue l’esperto. “Dal 2018, oltre 104 milioni di euro di contributi pubblici, quasi 2.000 progetti messi in atto, 1,7 milioni di studenti e 115.000 docenti coinvolti in 10mila plessi… Numeri certamente significativi, ma cumulativi (si tratta del totale delle 4 edizioni) e riferiti comunque a interventi non continuativi: occorre superare la logica occasionale e stabilizzare queste attività nei piani didattici, passando dalla fase sperimentale a quella strutturale. E debbono essere coinvolte stabilmente tutte le scuole d’Italia, dalle materne alle superiori (le istituzioni scolastiche statali sono circa 7.600, per un totale di oltre 40mila plessi)”
Per Zaccone Teodosi, “occorre che Giuseppe Valditara creda di più nell’iniziativa: sebbene il “territorio” del cinema nella scuola sia di fatto presidiato politicamente dalla Sottosegretaria leghista, anche Fratelli d’Italia dovrebbe sostenere questi percorsi di alfabetizzazione audiovisiva, multimediale, digitale. Anche su questo, silenzio totale da parte di Forza Italia, che in materia di politiche culturali non brilla certo per proposività, nell’economia della maggioranza che sostiene il governo guidato da Giorgia Meloni. Le iniziative ‘Cips’ devono raggiungere tutte le scuole, non solo poche. In Francia, da trent’anni oltre 2 milioni di allievi l’anno partecipano a progetti simili (su 12 milioni di studenti); in Italia, nell’ultima edizione solo 600mila (su 7 milioni). I ministri Alessandro Giuli e Giuseppe Valditara”, conclude l’esperto, “dovrebbero mostrare coraggio e visione innovativa, introducendo finalmente almeno due ore settimanali di “educazione critica alle immagini e al digitale” in tutte le scuole italiane”.