Abbandono scolastico, in Sicilia lascia 1 studente su 4. Lagalla: “Inizio superiori decisivo”

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Intervistato dalla Tecnica della Scuola e dal suo direttore Alessandro Giuliani, l’assessore all’istruzione della Regione Sicilia Roberto Lagalla ha affrontato il tema del “Piano estate” e della dispersione scolastica della Regione:

Come sta andando il piano estate? Come procede quest’attività di recupero dopo un anno e mezzo di Covid che ha funestato le attività didattiche?

“La Regione Siciliana è intervenuta a sostegno delle azioni di governo nazionale già durante la fase di pandemia e lockdown grazie a un monitoraggio sanitario esteso e importante, è riuscita a tenere aperte le scuole più di qualunque altra Regione italiana e di questo siamo fieri e orgogliosi. Aldilà di questo, abbiamo ritenuto oggi che essendosi presentate al bando ministeriale per il tempo d’estate e recupero degli apprendimenti poco più di 300 scuole siciliane e avendo il ministero potuto finanziarne solo una quota, la quota restante è stata finanziata dalla Regione Siciliana attraverso l’assessorato all’istruzione e alla formazione professionale. Impegneremo circa 2 milioni e mezzo aggiuntivi che sono destinati a soddisfare le richieste di quegli istituti che, per l’esaurimento delle risorse nazionali, avrebbero corso il rischio di veder delusa la propria aspettativa”.

La difficoltà della Sicilia sul fronte del mantenimento degli studenti durante l’attività scolastica superiore. Moltissimi studenti con punte superiori al 30% lasciano la scuola prima del tempo. Che provvedimenti si stanno adottando?

“I dati continuano ad essere allarmanti, siamo passati da un 24,5% degli anni 2018-19, ad un 22% degli anni 2019-20 con punte che in particolare caratterizzano la dispersione scolastica nel passaggio tra la scuola media e la scuola superiore. Abbiamo tutte le attività di potenziamento del sostegno sociale attraverso gli istituti previsti dalla normativa e attinenti agli enti locali e all’assessorato alla famiglia e alle politiche sociali. L’assessorato all’istruzione sta intervenendo con più obiettivi”.