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Prima Ora - Notizie del 22 luglio

Abusi a scuola, docenti accusate dalla famiglia di alunno ma lui smentisce. Il dubbio: rancore dei genitori dopo l’espulsione del figlio?

Vicenda contorta nel Lazio: due insegnanti sono accusate da due genitori di maltrattamenti e violenza sessuale aggravata ai danni del loro figlio, un alunno di scuola media di 13 anni. Lo riporta Il Corriere della Sera.

L’accusa

Le donne sono accusate di aver costretto l’alunno a pulire la palestra con secchio e spazzolone, a trasportare materiali pesanti, tra cui casse acustiche ed altra strumentazione musicale. Ma c’è qualcosa di ancora più grave: secondo la famiglia del giovane quest’ultimo sarebbe anche stato trascinato in bagno e chiuso a chiave. Si parla pure di fotografie scattate mentre il ragazzo era in lacrime, e di visione di varie immagini a contenuto erotico. Il tutto con l’ammonimento di non dire nulla a nessuno. Una situazione che avrebbe destabilizzato il ragazzino fino a renderlo irascibile e aggressivo.

Il ragazzo ha smorzato

Il Giudice dell’udienza preliminare ha predisposto un incidente probatorio per cristallizzare le accuse e sentire la versione del ragazzino nelle forme dell’ascolto protetto, con l’assistenza di uno psicologo. Prima dell’audizione, è stata valutata la capacità del ragazzo di rendere dichiarazioni genuine e credibili. Nel corso della deposizione, però, l’alunno non ha confermato le accuse formulate dai genitori, dando una descrizione dei fatti decisamente più lieve.

L’episodio e il dubbio

Le insegnanti, dal canto loro, respingono ogni accusa e fanno, invece, riferimento ad un episodio accaduto ad inizio dell’anno scolastico quando il ragazzino puntò una pistola (giocattolo) contro le insegnanti per intimidirle, motivo per il quale fu espulso. Secondo la difesa ciò avrebbe suscitato sentimenti di rancore dei genitori nei confronti delle due docenti. 

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