Ogni anno la carta del docente viene bloccata il 31 agosto, con la scadenza delle somme residue dell’anno procedente per poi essere sbloccata in autunno con il nuovo importo erogato. Quindi, quest’anno ciò che dovrebbe essere speso entro il 31 agosto è il residuo di 500 euro relativo all’anno scolastico 2024/25. Il residuo di 383 euro relativo all’anno scolastico 2025/26, invece, rimane nel saldo.
Ma quindi, quando sarà sbloccata la carta docente secondo il nuovo decreto? Questo è il grande dubbio: l’anno scorso, com’è noto, ciò non è avvenuto in autunno, ma a marzo. E quest’anno? Si attende ancora una nota di chiarimento da parte del Ministero.
Intanto bisogna sottolineare il fatto che nel decreto interministeriale relativo alla Carta Docente 2026, il 59 nel 31 marzo scorso, viene scritto che le somme anche stavolta sono spendibili in due anni, fino al 31 agosto 2027 fermi restando i limiti di utilizzo della Carta per l’acquisto di hardware e software.
Il decreto 9 settembre 2025, n. 127, nel regolamentare il nuovo funzionamento del bonus, ha stabilito che sarà d’ora in poi un decreto interministeriale, da emanare ogni 30 gennaio, a definire i criteri e le modalità di assegnazione della carta e a dividerne annualmente l’importo nominale della stessa sulla base del numero dei docenti aventi diritto.
“Cerchiamo di spiegare meglio il funzionamento della nuova carta e quali sono le finalità”, aveva detto ancora il Ministro. “Innanzitutto, dobbiamo ricordare che la carta docente per legge può essere impiegata soltanto per finalità di formazione. La carta docente era stata concepita male perché si riferiva soltanto al personale di ruolo, ma dal 2021 alcune sentenze hanno condannato lo Stato ad estenderla anche ai docenti precari. Queste sentenze non erano mai state adempiute; noi abbiamo iniziato lo scorso anno e quest’anno abbiamo completato l’adempimento di queste sentenze affinché giustamente anche i precari possano godere di questo benefit“.
“In questi 4 anni”, aveva aggiunto Valditara, “sono stati spesi 1 miliardo e 323 milioni di euro, utilizzati con queste finalità: il 60,5% delle risorse è stato impiegato per l’acquisto di hardware e software (tablet e computer), il 28% per l’acquisto di libri e il 6% per spese di formazione. Abbiamo deciso di potenziare i servizi per la formazione: il docente potrà continuare a utilizzare la carta, ma per l’acquisto di tablet, computer o libri potrà passare dalla sua scuola. Infatti, alle scuole saranno destinati i 270 milioni di euro di fondi europei, che acquisteranno i dispositivi o i testi per darli poi in comodato ai docenti. Per queste attività aggiuntive, il personale sarà pagato in più con i fondi europei“.
“Si libereranno dunque risorse importanti sulla carta docente che abbiamo deciso di destinare anche ad altri servizi”, aveva puntualizzato il ministro, “da quest’anno, infatti, saranno utilizzabili pure per le spese di trasporto, inclusi gli abbonamenti sui mezzi pubblici. L’idea di fondo è distinguere i costi della formazione — che dovranno essere sempre più a carico dei fondi europei e gestiti dalle scuole — dai costi inerenti alla carta docente, che dovrà essere sempre più una carta di welfare, estesa in prospettiva anche al personale ATA. In questo senso, intendiamo completare il percorso già avviato con l’assicurazione sanitaria per tutto il personale, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e in itinere, e una serie di scontistiche“.
È possibile spendere la quota residua della Carta Docente 2024/2025 acquistando i corsi di formazione della Tecnica della Scuola.
La Casa Editrice La Tecnica della Scuola è ente accreditato dal Mim per la formazione del personale della scuola (prot. n. AOODGPER/6834/2012) adeguato ai sensi della direttiva ministeriale n. 90/2003 adeguato ai sensi della Direttiva n. 170/2016. La partecipazione ai nostri corsi dà quindi diritto all’esonero dal servizio del personale della scuola, nei limiti previsti dalla legge. A fine corso viene rilasciato l’attestato di partecipazione.