Ricordiamo l’attrice Adriana Asti, in vero Adelaide Aste, nata a Milano nel 1931 e scomparsa oggi a Roma all’età di 94 anni, perché è stata un pezzo importante nella cultura teatrale e artistica d’Italia.
Amica di intellettuali e artisti come Pasolini, Morante, Moravia, Visconti, per lei scrissero psicanalisti come Cesare Musatti, ma anche donne straordinarie come Natalia Ginzburg.
Amante appassionata del teatro, entrò, dopo avere conosciuto Strehler, al Piccolo di Milano, e fu pure sulla scena con Luca Ronconi. Quindi conobbe Luchino Visconti grazie al quale interpretò opere di Harold Pinter e in seguito anche film Tinto Brass e pure di Luis Buñuel. Mentre la ricordiamo interprete felice e appassionata di Candy, in Giorni felici di Samuel Beckett, padre del teatro dell’assurdo.
Attrice poliedrica è passata, pure attraverso commedie di Pirandello, Bernard Shaw e Jean Cocteau, non rinunciò all’attività di doppiatrice, prestando la sua voce a Claudia Cardinale, Catherine Spaak e perfino a Lea Massari e Marisa Allasio, una attrice assai più giovane,
Al cinema comunque trova la sua piena avventura con Patroni Griffi, Mauro Bolognini, Giuseppe Ferrara e pure con Vittorio De Sica. Di grande “sense of humour”, fu amica e alleata di Franca Valeri, della quale ricordava: donna adorabile, è stato bellissimo lavorare con lei, così intelligente, così fuori dal comune. Un’attrice come non ce ne sono, rara anche come persona.
Parlando di cultura e arte, nel corso di una intervista a Famiglia Cristiana del 2019, ebbe a dire: “di quel mondo, quello del 900 e dei suoi interpreti, nessuno parla più, mai, finito. Di Pasolini parlano ancora, ma chi parla di Gadda, della Morante? I giovani non sanno neanche di loro. Non c’è nessuno che li ricordi. Certo sono rimasti i libri le cose che hanno fatto, la presenza intellettuale, intelligente, ma nessuno parla più di loro come persone, sono morti e il Novecento è finito”.