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Alcune associazioni professionali contro i “nuovi” libri di testo

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  • GUERINI


Si fa sempre più aspra la battaglia sui libri di testo: importanti associazioni professionali, che si collocano nell’area del centro-sinistra, sono scese in campo con un comunicato in cui viene ribadità l’illegittimità delle Indicazioni Nazionali sui piani di studio allegate al decreto n. 59.

A sottoscrivere il documento sono Cidi, Fnism, Legambiente scuola e formazione, Movimento di cooperazione educativa e Proteo Fare Sapere che considerano surrettizia l’operazione condotta dal Ministro sulle indicazioni nazionali: da un lato si dice che sono transitorie, ma dall’altro alle case editrici era già stato "suggerito" da diversi mesi di adeguare i testi ai nuovi contenuti di insegnamento.
Le associazioni osservano anche che i docenti hanno diritto di "esigere l’edizione effettivamente scelta".
 
"In caso contrario
– si legge ancora nel comunicato – e cioè di fronte a testi modificati in funzione del decreto, si può applicare il diritto di recesso".

In realtà la questione potrebbe essere anche più complicata: per esempio chi quest’anno insegna in una prima elementare non può confermare lo stesso testo per la classe seconda, non solo perché la casa editrice non lo ha confezionato, ma anche perché la circolare ministeriale dello scorso anno chiariva molto bene che l’adozione riguardava esclusivamente la prima classe!

Ma, a conti fatti, il comunicato delle Associazioni è meno duro di quanto possa sembrare a prima vista: si afferma sì che "le indicazioni nazionali non hanno alcun fondamento giuridico", ma nulla si dice in merito alla presunta incostituzionalità del decreto n. 59. La stessa parola d’ordine ("La riforma si abbatte non si cambia") lanciata nei giorni scorsi da Proteo, che pure ha firmato il documento odierno, non fa nemmeno da sfondo al comunicato.

Come uscire dalla posizione di stallo apparente determinato dal reciproco arroccamento di ciascuna parte sulle proprie posizioni?

Le associazioni lanciano una proposta: istituire una commissione pubblica, pluralista e di alto profilo culturale, scientifico e professionale a cui affidare il compito della stesura delle indicazioni nazionali così come previsto dall’art. 8 del D.P.R. 275/1999.

Per intanto le stesse associazioni annunciano che per fine settembre intendono organizzare un grande meeting nazionale per promuovere una lettura critica dei contenuti delle indicazioni transitorie.