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16.07.2025

Alfa: “Mi piacerebbe una scuola con un percorso legato all’attualità e ad aspetti concreti della realtà, più moderna”

Il cantante Alfa, all’anagrafe Andrea De Filippi, 24 anni ha rivelato, ai microfoni di Tuttoscuola, qual è la sua idea di scuola, argomento al quale ha dedicato spesso attenzione.

“La scuola ti insegna ad impegnarti”

Ecco le sue parole: “Mi piacerebbe una scuola più interattiva, che coinvolga maggiormente i ragazzi e proponga un percorso di studio legato anche all’attualità e ad aspetti concreti della realtà. Una scuola più moderna, che aiuti gli studenti a diventare più consapevoli del mondo che li circonda”.

Alfa ha parlato anche della sua esperienza a scuola: “A scuola andavo bene, anche se a volte facevo fatica a trovare un vero interesse per quello che studiavo. Ero già molto attratto dalla musica: preferivo scrivere canzoni, perdermi nei suoni, immaginare mondi alternativi. Però sapevo che portare a termine un percorso era importante. La scuola ti insegna a impegnarti, a rispettare delle scadenze, a gestire responsabilità — e tutto questo, oggi, mi è servito anche nella musica”. 

“Mi manca la ritualità scolastica”

Il cantante, tempo fa, intervistato ai microfoni de La Repubblicaha parlato di scuola, di paure della sua generazione, di disagio generazionale. Ecco le sue parole.

“Da un po’ di tempo ho iniziato a patire il fatto di aver abbandonato l’università per il successo: ho mantenuto il contatto con i compagni di studi ma le nostre vite sono molto diverse. Nel mio piccolo cerco di leggere il più possibile. Sono convinto, ad esempio, che per parlare d’amore ci sia bisogno di esperienza, non bastano le storie che ti raccontano gli amici. Dunque per scrivere l’ultimo album ho letto libri che spiegano questo sentimento. Fromm, Crepet, Il simposio di Platone che al classico mi era parso noioso. Invece no”, ha detto il cantante che ha registrato una nuova versione di Sogna, ragazzo, sogna con il suo idolo Roberto Vecchioni.

“Ero bravo a scuola. Ma confesso che alla maturità ho copiato: è stato l’unico anno con le tre buste stile quiz televisivo, eravamo tutti scontenti — studenti, professori — e abbiamo tirato via. Oggi mi manca la ritualità scolastica. Persino la disciplina. E ai ragazzi dico: godetevi gli anni dell’istruzione, perché entrare nel mondo del lavoro non sarà per niente facile”, ha confessato.

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