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27.03.2026

Alunno lancia petardi in aula, sospeso. La madre scrive sui social: “La scuola fa cose negative ai disabili”, condannata

La mamma di un alunno è stata condannata per aver diffamato la scuola sui social: non aveva preso bene la punizione data dalla scuola al figlio con disabilità psichica, una sospensione dopo aver lanciato petardi in classe.

Come riporta La Provincia di Cremona, la donna aveva scritto sui social: “la scuola fa cose negative ai bambini disabili”. Diffamazione, per l’accusa. Oggi il giudice ha condannato la madre a 200 euro di multa. Entro 15 giorni sarà depositata la motivazione della sentenza.

I due fatti contestati

Il processo nasce dalla querela presentata nel 2022 ai carabinieri di Crema, dall’allora dirigente scolastico, per due eventi. Il primo fatto è relativo a quando la madre del 12enne si è presentata furibonda a scuola. L’ex preside ha fatto mettere a verbale: “La signora ha contestato in maniera furiosa la sospensione presa dal consiglio straordinario di classe. Gli insegnanti mi hanno chiamato”.

Ecco il racconto di una docente: “Ho conosciuto la madre in occasione di tre provvedimenti disciplinari per il figlio. La mattina del 29 novembre, la signora era venuta a scuola, chiedendo di poter parlare con il professore di sostegno che non c’era. La collaboratrice scolastica mi ha chiamato. La mamma mi ha chiesto informazioni, era così agitata, urlava, non riuscivo neanche a capire che cosa chiedesse. Mi chiedeva delle note disciplinari sul registro. Io non lo sapevo, perché non le ho scritte io. Da quel che ho capito, non le era chiara la funzione dell’insegnante di sostegno rispetto all’educatore, non le era chiara la distinzione tra le due figure, l’educatore non viene a scuola. Ricordo anche la parola ‘ritardati’ per offenderci”. L’insegnante ha raccontato che “al consiglio di classe straordinario per la sospensione, la madre era stata, invece, molto collaborativa”.

Il secondo fatto: “Su Facebook è comparso un post della signora che diceva, in modo secondo me ingiusto, che la scuola faceva cose negative ai bambini disabili. Con la professoressa sono andato dai Carabinieri per lamentarci di questa cosa».

Lo studente era stato sospeso

L’ex preside ha parlato di “forte irrequietezza” del 12enne, seguito dall’insegnante di sostegno. “Aveva creato parecchi problemi. Era fortemente disturbata la serenità delle lezioni e anche di più. A rischio c’era l’incolumità sua e degli altri”. Da qui, il consiglio di classe straordinario, a cui aveva partecipato la madre, e la decisione di sospendere il 12enne.

Il ragazzino sarebbe stato inserito in una comunità terapeutica di Cremona. La mamma si è poi scusata con la professoressa e ha mandato una lettera di scuse alla scuola.

In che condizioni è il rapporto scuola-famiglia? Pessime. A confermarlo, ed è ciò che più salta all’occhio, è la frequenza, praticamente settimanale se non quotidiana, di aggressioni al personale scolastico da parte di genitori degli alunni.

Questo fenomeno è, ovviamente, gravissimo e impensabile almeno fino a qualche anno fa; ma si tratta solo della punta di un iceberg. Il rapporto docenti-alunni si è indubbiamente incrinato e questo si nota anche nelle piccole cose, dai semplici colloqui, a come vengono recepite le bocciature o semplicemente i brutti voti degli studenti.

Per comprendere quale sia lo stato di salute del rapporto scuola-famiglia La Tecnica della Scuola ha costruito un focus. Partendo dai dati sulle aggressioni ai docenti da parte dei familiari degli studenti, è stato chiesto agli insegnanti, con un nostro sondaggio le loro testimonianze. Ben sette insegnanti su dieci hanno detto di essere stati vittime di violenza.

Il pattern, inoltre, sembra chiaro: i genitori hanno ormai poca fiducia nei confronti dell’istituzione “scuola” e ciò si traduce in violenza anche e soprattutto “digitale“.

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