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Alunni scrivono male? Il Pd: ci pensa la riforma con potenziatori e formazione in servizio

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Il Governo avrebbe già posto un primo rimedio all’allarme della Crusca fiorentina sul boom di studenti che scrivono male in italiano, leggono poco e faticano ad esprimersi.

Secondo Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd, le risposte agli “interventi urgenti” – rivendicati da accademici, storici, filosofi, sociologi ed economisti – sono contenuti nella Legge 107/15: “con il Governo Renzi le scuole hanno potuto disporre di 50mila insegnanti in più anche per le attività di recupero scolastico, e sono stati investiti 40 milioni di euro per la formazione in servizio dei docenti. Risorse umane e finanziarie per cominciare ad invertire la situazione”, ha detto la democratica.

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Premesso ciò, ha continuato Puglisi, è comunque anche “necessario un piano organico di intervento: il Miur istituisca una commissione per aggiornare le indicazioni nazionali della scuola secondaria di secondo grado per garantire ai nostri ragazzi il raggiungimento degli obiettivi essenziali di conoscenza e competenza. Occorre ripensare le strade fino ad oggi seguite, coinvolgendo le scuole”.

 

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Puglisi conclude il suo intervento auspicando “un grande rilancio della lingua italiana, di cui gli insegnanti possono essere protagonisti. Per questo auspico che si coinvolgano anche gli editori in una discussione sugli strumenti didattici necessari. L’allarme non cada nel vuoto, ci impegneremo per dar seguito alle giuste preoccupazioni del corpo docente”.

Non la pensano allo stesso modo gli esponenti delle opposizioni. “Quando la politica e le Istituzioni pensano che la scuola e il sistema di formazione siano solo qualcosa di indistinto e non utile per il futuro del Paese in cui tagliare a più non posso, questi sono i risultati”, commenta Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana.

“Oppure – prosegue l’esponente della sinistra – qualcuno davvero pensava che avere avuto ministri dell’Istruzione come Moratti, Gelmini, Giannini che hanno contraddistinto l’azione politica dei governi con enormi tagli alle risorse e nessun investimento non avrebbe avuto effetti? Il nostro Paese sta semplicemente raccogliendo i frutti dello smantellamento della scuola pubblica. Invece delle 3 I berlusconiane e delle slide renziane sarebbe servito tutto l’opposto. Ma quando lo comprenderà la classe politica italiana?”, conclude Fratoianni.

 

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