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Animatore digitale e tutor: anticipo del nuovo profilo professionale?

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Fa piacere registrare la vivacità professionale nelle pagine di Facebook dedicate agli Animatori digitali e tra poco anche in quelle relative ai tutor per i neoassunti. Ci sono colleghi che hanno organizzato interessanti settimane digitali, altri che propongono questionari per la rilevazione dei bisogni formativi nell’ambito del PNSD di spessore e altri ancora che mettono a disposizione progetti da inserire nel PTOF…

E’ l’ulteriore conferma che la scuola italiana ha “retto” grazie e solo all’impegno professionale  di noi docenti. Le riforme degli ultimi anni fatte di tagli di risorse e di aumento di alunni per classe  hanno  reso più complesso e difficile questo   impegno. Questo suona strano: abbiamo dovuto ridurre al minimo, dove è stato possibile, le “sofferenze di sistema” prodotte dall’Amministrazione a fronte di un contratto fermo dal 2009 e con la “promessa” del prossimo che ci farà diventare ricchi: 10 euro.

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Ora però, occorre fare una seria riflessione sui rischi insiti nell’assunzione della funzione di Animatore Digitale e Tutor per i neo immessi. Non ricopro nessuna delle due funzioni e devo dire meno male.  

In particolare sono soddisfatto dello scampato pericolo, quindi di non essere stato “potenziato”, “arricchito” nel profilo di Figura strumentale per le Tic con i nuovi compiti di AD. Non so cosa avrei fatto. Di certo ho già rifiutato negli ultimi anni incarichi gratis o quasi.

Ora però chiedo agli Animatori Digitali e in seconda battuta ai tutor, miei colleghi: conviene caricarsi di questi nuovi e tanti compiti a fronte di un  compenso uguale a zero o comunque inadeguato?  Non si rischia di anticipare in  questo modo il nuovo profilo professionale  che uscirà fuori dalle deleghe alla legge 107/2015, basato sul volontariato?

Non si rischia di fare il gioco dell’Amministrazione che potrà a breve mostrare all’opinione pubblica un altro pezzetto della “Buona Scuola” che funziona? Fuori dalla scuola le regole sono diverse: ogni prestazione professionale comporta un compenso che nel caso di avvocati, di medici o analisi è di un certo peso.

Ed è giusto che sia così! La professionalità deve essere riconosciuta non solo con una pacca sulle spalle, una stretta di mano, ma con un adeguato compenso economico.

Recentemente ho registrato stupore e sorpresa  da parte di persone che non lavorano a scuola , quando ho illustrato la nostra condizione giuridico-economica, basata spesso sul volontariato professionale.Rimanevano basiti: “Non ci credo!”, ” Non è possibile!”. 

E qui mi fermo. A questo occorre aggiungere che l’organizzazione relativa all’Animatore digitale è totalmente priva di logica e di scientificità. L’esempio più evidente risiede nella sequenza:  elaborazione di questionari e piani che precede la formazione. Mi chiedo non dovrebbe essere il contrario?

Inoltre, l’accettazione dell’incarico è stata fatta al “buio”, cioè oltre alla vaghezza del compenso, non è chiaro il “peso” del piano di formazione ( quante ore? Frontali o  online? Oppure un  mix? ) e se i tanti obiettivi dovranno essere realizzati prima o dopo il lavoro in classe, oppure è previsto una forma di esonero…