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Anticipo scolastico: c’è chi dice no e chi dice si

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L’anticipo scolastico è stato introdotto con la legge 53/2003, che ha ridisegnato il sistema dell’istruzione, dalla scuola dell’infanzia fino alle scuole superiori.

La possibilità di iscrivere alla prima classe della scuola primaria i bambini che compiono i 6 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento, è stata poi formalizzata con il Decreto legislativo n. 59/2004. In un articolo pubblicato nel 2013 sul Corriere della Sera si fa un distinguo tra favorevoli e contrari sull’argomento.

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C’è chi dice no – c’è chi assolutamente sconsiglia di anticipare i tempi, togliendo spazio al gioco che è fondamentale per la crescita dei bambini: aspetto messo in evidenza, per esempio, da un’indagine curata dalla Cambridge University secondo la quale i bambini hanno il diritto di essere bambini e di giocare.

C’è chi dice si – c’è chi invece ritiene che l’anticipo scolastico sia un modo per stimolare ulteriormente l’intelligenza dei bambini. Per esempio, secondo il presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, «oggi i bambini ricevono tanti stimoli, molto più che in passato, sia dai mass media sia dalla famiglia. Stimoli che favoriscono una maggiore rapidità di apprendimento, per cui non credo ci siano controindicazioni, fermo restando che l’offerta didattica sia tale da poter intercettare i bisogni dei bambini anticipatari».

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