Home Politica scolastica Appello al Miur: non fate chiudere quell’Istituto per sordi

Appello al Miur: non fate chiudere quell’Istituto per sordi

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L’Istituto Statale per Sordi di Roma, la prima scuola pubblica per persone sorde in Italia, aperta sembra nel 1786, rischia di dover chiudere per mancanza di finanziamenti.

L’Istituto è dunque costretto a lanciare un appello al Governo e al Ministero dell’Istruzione affinchè venga salvato, considerato inoltre che è in attesa, da 20 anni, dell’emanazione del “Regolamento di riordino” previsto dalla legge Bassanini del 1997 che lo trasformerebbe in Ente Nazionale di supporto all’ integrazione delle persone sorde, dotato di personalità giuridica e di autonomia amministrativa, sottoposto alla vigilanza del Ministero della Pubblica Istruzione.

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Ma a tutt’oggi- viene spiegato in una nota -il regolamento è ancora in via di definizione, per cui l’Istituto non ha mai ricevuto alcun finanziamento pubblico, neanche per gli emolumenti ai collaboratori, tutti impiegati con contratti precari di lavoro. “

Molteplici e costanti sono stati i tentativi da parte dell’Istituto e, in particolare, dell’attuale gestione commissariale, di porre istanze al Miur al fine di risolvere la questione della trasformazione in Ente Nazionale e ricevere, in ogni caso, adeguati finanziamenti ordinari per la sopravvivenza e le attività dell’Istituto stesso. Di fatto, i finanziamenti destinati all’Istituto, pur previsti, non sono stati mai erogati ma utilizzati costantemente per altre attività anche in contrasto con le decisioni formali in merito”.

Oggi l’Istituto si trova in gravissima difficoltà e rischia di dover sospendere la sua attività entro brevissimo tempo.

 “Di fatto, anche un parziale finanziamento, per il 2016, promesso direttamente dall’allora ministro Giannini, non è stato erogato. Anche un tentativo di inserire il finanziamento dell’Istituto nella legge finanziaria del 2017 non è andato in porto. La chiusura dell’Istituto sembra quindi inevitabile se non ci saranno interventi tempestivi e significativi” conclude la nota, ricordando che la chiusura dell’Istituto investirebbe anche un Asilo nido Montessori, il 173° Circolo didattico, la Scuola Media Fabriani, l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, 10 associazioni di sordi che hanno sede presso l’Istituto e 300 studenti in formazione.