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Aprea (FI): “Direttive e circolari sbagliate ed illegittime”

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Tutti gli atti del Ministero, dalla direttiva sull’azione del 25 luglio fino alla lettera circolare del 31 agosto sull’avvio dell’anno scolastico ed alla direttiva sul nuovo assetto dei CSA, sarebbero non solo sbagliati nel merito ma anche viziati di legittimità: lo sostiene un gruppo di parlamentari di Forza Italia formato da Valentina Aprea, Elio Vito, Fabio Garagnani e Simone Baldelli che hanno sottoscritto nei giorni scorsi una interpellanza urgente indirizzata al Ministro Fioroni che, in una prossima seduta della Commissione Istruzione, dovrà fornire i chiarimenti del caso.
Cominciamo con la direttiva generale del 25 luglio; secondo Valentina Aprea non è possibile che una direttiva indichi fra gli obiettivi quello di contrastare e prevenire il fenomeno dell’abbandono scolastico elevando l’obbligo scolastico fino a 16 anni con la costituzione di un biennio obbligatorio in quanto ciò è “in palese contrasto e in violazione delle leggi vigenti che, non abrogate nè disapplicabili, prevedono il diritto-dovere fino a 18 anni”
La direttiva sull’Invalsi, a sua volta, violerebbe le disposizioni del decreto che n. 286/2004 che attribuisce all’Istituto compiti e funzioni più ampie e articolate.
Secondo i firmatari dell’interpellanza, inoltre, la direttiva, affermando che “gli esiti delle rilevazioni saranno messi a disposizione delle istituzioni scolastiche al fine di supportare l’attività di valutazione periodica e annuale degli apprendimenti degli alunni”, ingenera una grave confusione tra valutazione di sistema, propria delle finalità e delle attività dell’Invalsi tese a monitorare l’efficacia e la qualità complessiva del sistema educativo e degli investimenti impiegati, e la valutazione formativa riguardante i singoli allievi.
Lo stesso “suggerimento” contenuto nella circolare del 31 agosto di “soprassedere nell’applicazione delle modalità di valutazione introdotte dal portfolio e di avvalersi dei modelli valutativi di cui al previgente ordinamento” rappresenterebbe di fatto secondo Aprea una negazione della “più volte evocata autonomia delle istituzioni scolastiche e degli insegnanti”.
Nel mirino dei firmatari c’è anche la direttiva che trasforma i CSA in Uffici Scolastici Provinciali: “si tratta – scrivono i 4 deputati – di una evidente forzatura rispetto all’assetto organizzativo vigente”.
E poi, secondo Aprea e gli altri “l’affidamento agli uffici amministrativi provinciali della ‘ricognizione dell’offerta formativa realizzata dalle istituzioni scolastiche, con riferimento sia ad attività curriculari ed extra-curriculari, sia ai risultati raggiunti in relazione agli obiettivi presentati’, prospetta un tanto incongruo, quanto inopportuno “controllo” esperibile da parte di uffici e di personale amministrativo sull’offerta formativa delle scuole”.
Osservazioni simili, va detto, sono contenute anche in un comunicato di Cgil-Flc che – almeno su questo aspetto – si trova curiosamente, e certamente suo malgrafo, allineata alle posizioni dei deputati di Forza Italia.
Ma l’aspetto più censurabile dei provvedimenti ministeriali, sarebbe legato, secondo Valentina Aprea, alla prassi del tutto inusuale e “mai prima d’ora applicata nel Paese”, di “affidare ad atti di natura amministrativa il compito di modificare la legge e di suggerire alle scuole comportamenti con tutta evidenza difformi dalla legislazione vigente”.
Nei prossimi giorni Giuseppe Fioroni (o un sottosegretario delegato) dovrà rispondere alle osservazioni dell’opposizione e si capirà meglio se il Ministro intende continuare ad usare il “cacciavite” delle circolari e delle direttive per cambiare le leggi volute dal precedente Governo.