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23.01.2026

Arretrati docenti e Ata, errori di calcolo: quali motivi? Gilda fa chiarezza e chiede intervento del Mim

In questi giorni, a fine gennaio, erano attesi gli arretrati per il personale scolastico, sbloccati dopo la firma del contratto scuola 2022/2024. Gli arretrati erano attesi per il 21 gennaio; oggi, giorno 23, finalmente gli importi attesi sono arrivati sui conti del personale docente e ATA.

Tante incertezze

Sono però molte le segnalazioni di anomalie riscontrate nelle cifre accreditate nel cedolino di gennaio 2026. A dire la propria il sindacato Gilda. “Dopo aver generato incertezza e disorientamento tra il personale scolastico circa le tempistiche di accredito, gli arretrati tanto attesi relativi al Contratto Collettivo Nazionale valido per il triennio 2022-2024, sottoscritto lo scorso dicembre presso l’ARAN, finalmente sono arrivati a destinazione. Una notizia che dovrebbe essere positiva, ma non per tutti, infatti numerosi docenti si sono rivolti alla Gilda degli Insegnanti per segnalare anomalie e incongruenze negli importi elargiti come arretrati, che sono di gran lunga inferiori a quanto si aspettavano”, scrivono in un comunicato.

Le parole di Castellana

“Quello che dovrebbe risultare normale, come sempre se riguarda la scuola si trasforma in un rebus”, ha affermato il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana.

“Le criticità segnalate riguardano prevalentemente errori di calcolo, riconducibili a sistemi non aggiornati o a dati stipendiali non correttamente allineati su NoiPA, in particolare in relazione a fasce stipendiali, anzianità di servizio, ricostruzioni di carriera, cambi di ruolo o periodi di supplenza”.

Dall’analisi delle segnalazioni, inoltre, emerge che i problemi più frequenti che hanno generato errori nel calcolo, sono dovuti a cambiamenti nel 2025 della ragioneria provinciale responsabile del cedolino, passaggio da tempo determinato ad indeterminato dal 01/09/2025 e alle variazioni della partita stipendiale.

“La Gilda degli Insegnanti – ha concluso il coordinatore nazionale – chiede un intervento immediato da parte del Ministero, affinché sia il Mef a verificare e a correggere le procedure di calcolo, garantendo a tutto il personale scolastico il corretto riconoscimento delle somme dovute, nel rispetto dei diritti contrattuali e della trasparenza amministrativa”.

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