La televisione può educare o istruire? Certamente sì: basta ricordare il piccolo grande “miracolo” del maestro Alberto Manzi, che negli anni Sessanta ha letteralmente insegnato italiano ad un popolo praticamente analfabeta utilizzando il mezzo televisivo.
Nella lotta di inizio palinsesto autunnale tra i programmi dell’access prime time (o preserale) La Ruota della Fortuna di Canale 5 e Affari Tuoi di Rai1 una frase del patron di Mediaset Pier Silvio Berlusconi, apparso a sorpresa nella puntata del game show condotto da Gerry Scotti, lo scorso 3 settembre, fa riflettere.
Ecco cosa ha detto il figlio dell’ex premier Silvio Berlusconi, come riporta Il Corriere della Sera: “È un gioco in cui si vincono soldi solo grazie alla fortuna, senza merito – ha spiegato – Noi stiamo riportando nelle case degli italiani l’amore per la nostra lingua. Il nostro è un gioco divertente e allo stesso tempo istruttivo”.
Sicuramente si tratta di un gioco che aiuta ad avere dimestichezza con l’italiano. C’è da dire, però, che la stessa Mediaset è stata spesso criticata per proporre al pubblico programmi “poco edificanti”. Basta pensare a Temptation Island, che fra poco tornerà con una puntata speciale.
Si tratta di un programma che ha spesso fatto discutere il mondo della cultura: è considerato trash, di pessimo gusto, ma anche diseducativo.
A dirlo, ad esempio, è stata mesi fa la scrittrice Maria Cafagna su Today. “L’Italia rimane tra i pochi paesi europei, insieme a paesi come Polonia e Ungheria, senza un’offerta formativa strutturata sull’educazione affettiva, sessuale e di genere”.
“Ma chi si occupa allora di fornire ai ragazzi e soprattutto le ragazze le coordinate per creare i presupposti per una relazione sana e paritaria se non ci pensa la scuola? L’iniziativa, naturalmente, è affidata alle famiglie e a qualche illuminato dirigente scolastico che in autonomia organizza cicli di incontri formativi nel proprio istituto”, ha aggiunto.
Certo, la tv non può essere solo istruzione, ma anche intrattenimento, per una serie di ragioni facili da intuire. Se guardata con cognizione di causa, con un appoggio da parte degli adulti, tutto ciò che si vede sul piccolo schermo, e che guardano gli studenti, può essere occasione per accrescere il proprio bagaglio culturale.