Prima ora | Notizie scuola del 26 maggio 2026

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26.05.2026

Assemblea Confindustria, le proposte per la scuola: 20 miliardi (non a debito) da dividere con crescita e sanità

Venti miliardi da riallocare, senza aumentare il debito: un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo alla scuola“. È la proposta lanciata al governo da Emanuele Orsini, presidente della Confindustria, nel corso dell’assemblea annuale dell’associazione che si è svolta oggi a Roma, alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“È un atto concreto di responsabilità da compiere con decisioni condivise di maggioranza e opposizione”, ha aggiunto il leader degli industriali italiani, rivolgendosi all’esecutivo e alle parti sociali. “Significa anche riaprire il capitolo di una seria revisione della spesa pubblica, per incidere su privilegi ed equilibri consolidati. Cambiare questo stato di cose richiede fiducia e coraggio politico“.

Non è stato l’unico passaggio della relazione dedicato all’istruzione pubblica. “Serve un progetto di formazione all’Intelligenza Artificiale da iniziare nel ciclo delle superiori di secondo grado, per tutti i giovani”, ha detto ancora il numero uno di Confindustra. Un messaggio che arriva a poche ore da quello di papa Leone XIV, che nell’enciclica “Magnifica humanitas” si è soffermato anche su questo tema.

Confindustria, ha assicurato Orsini, è pronta a fare la sua parte. “Come sistema industriale ci candidiamo ad affiancare la scuola pubblica, come abbiamo già fatto con gli ITS Academy, passati da undicimila a 41mila iscritti dal 2021″. Un grande passo verso la formazione dei lavoratori. “Dobbiamo accompagnare le imprese nell’addestramento dell’AI sui propri dati e, ancor meglio, su quelli dell’intera filiera”.

Altri punti della relazione sono stati dedicati ai giovani, a partire dalla questione salariale. “Le basse retribuzioni allontanano i giovani dall’Italia”, ha detto Orsini. “Troppi settori offrono solo contratti a tempo e salari insufficienti. Se vogliamo affrontare seriamente il problema, dobbiamo condividere tutti il principio per cui la retribuzione è una questione di attrattività per l’Italia e le sue imprese”.

Ad avere implicazioni importanti per i giovani è anche il Piano Casa. “Il Governo lo ha varato di recente per realizzare unità abitative a canone e prezzo di acquisto inferiore ai livelli di mercato, così da consentire occupabilità e integrazione sociale a giovani, famiglie e anziani. Oggi si tratta di coinvolgere il capitale paziente degli enti previdenziali, dei fondi e delle assicurazioni“.

Nelle scorse settimane era stata la premier Meloni a sottolineare come il Piano interessi da vicino la categoria dei docenti. Orsini rilancia l’impatto sui giovani. “Perché non possiamo dimenticare”, ha concluso “che, continuando lungo la strada dell’inverno demografico, entro il 2040 mancheranno in Italia cinque milioni di giovani, anche a causa dei costi sempre più insostenibili delle abitazioni”.

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