A Parigi si apre oggi il processo a carico di un uomo di 35 anni, dipendente di una scuola materna pubblica, accusato di aggressioni sessuali su otto bambini tra i 3 e i 5 anni e di molestie nei confronti di tre colleghe. È il secondo procedimento giudiziario di una serie destinata ad allungarsi: nel 2025 sono stati sospesi 46 addetti alle attività extrascolastiche delle scuole pubbliche, e nei soli primi tre mesi del 2026 le sospensioni sono già salite a 78. La procura ha avviato indagini su 84 scuole dell’infanzia, una ventina di elementari e una decina di asili nido.
Come riporta il Corriere, l’imputato era stato sospeso nell’aprile 2025, dopo che numerosi bambini avevano raccontato ai genitori di essere stati toccati dall’uomo, e arrestato a giugno. Oggi si presenta in tribunale rischiando fino a dieci anni di reclusione. Non è il primo caso ad approdare in aula: in un processo precedente, all’inizio di maggio, la procura ha chiesto una condanna a diciotto mesi con la condizionale per un altro addetto di una scuola pubblica, con sentenza attesa per il 16 giugno. Lo scorso venerdì sono stati arrestati altri due addetti di una scuola materna: il primo, 52 anni, è sospettato di abusi sessuali su minori di età inferiore ai 15 anni; il secondo, 44 anni, è indagato per abusi e atti di esibizionismo davanti a bambini. Tredici persone fermate nell’ambito della stessa inchiesta sono state rilasciate ma restano sotto indagine.
Al centro della vicenda c’è anche una questione istituzionale di fondo: gli addetti alle attività extrascolastiche – mensa, ricreazione, doposcuola, gite – non dipendono dal ministero dell’Istruzione ma dalle amministrazioni comunali. Il sindaco della città, in carica da marzo, ha assicurato che dal suo insediamento “sono state prese misure eccezionali” e che il personale viene ora sospeso immediatamente dopo qualsiasi segnalazione. La categoria è tuttavia scesa in piazza la settimana scorsa per protestare contro quello che definisce un “sospetto generalizzato”, alimentato anche da un’inchiesta televisiva. La polemica politica è accesa: la destra accusa l’amministrazione di sinistra di avere minimizzato e insabbiato lo scandalo negli anni precedenti.
La risposta del governo non si è fatta attendere. Il ministro della Giustizia ha annunciato un insieme di misure urgenti: il controllo sistematico dei casellari giudiziari di tutti gli addetti alle scuole, il potenziamento del personale giudiziario e l’istituzione di un procuratore specializzato in ogni procura del paese. “Metterò in atto un piano Marshall per assumere un maggior numero di esperti che portino avanti le indagini,” ha dichiarato il ministro. Ha inoltre proposto di modificare la legge introducendo un’aggravante per gli stupri seriali, con pena massima che salirebbe da venti a trent’anni di reclusione, e di abolire la prescrizione per i reati commessi contro i minori.