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Aggiornato il 04.10.2025
alle 21:01

Per Arianna Meloni il Governo guidato dalla sorella Giorgia sta spostando miliardi su scuola, sanità e infrastrutture: finora venivano spesi per pagare debiti

“Quando ci siamo insediati, lo spread era oltre i 230 punti base, oggi oscilla intorno agli 80. E questo vuol dire banalmente che stiamo liberando risorse, miliardi di euro che prima venivano spesi per pagare il debito e che oggi invece possono essere stanziati su sanità, scuola, infrastrutture, quelle infrastrutture che il Sud aspetta da decenni e che finalmente stanno arrivando”. L’ha detto Arianna Meloni, responsabile nazionale di Fratelli d’Italia, il 3 ottobre a Vibo Valentia: la donna, sorella maggiore della premier Giorgia Meloni, dal 2023 è anche capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia e componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Alleanza Nazionale, soggetto che gestisce il patrimonio del partito, ed infine anche editore della testata ‘Secolo d’Italia’.

Meloni ha aggiunto che grazie all’attuale Governo “il Sud che ormai è ripartito, divenendo la locomotiva d’Italia: siamo la prima nazione d’Europa per attuazione del Pnrr, siamo il quarto Paese per export al mondo, abbiamo superato la Corea del Sud e ci stiamo avvicinando al Giappone. E poi abbiamo combattuto l’immigrazione illegale, consentendo una diminuzione degli sbarchi del 60%“.

La sorella del presidente del Consiglio ha quindi dichiarato che nell’ultimo periodo “l’Italia è tornata al centro dello scacchiere internazionale: siamo uno dei governi più longevi della Storia della Repubblica ed uno dei più stabili in Europa e questo si traduce in certezza economica e sicurezza per le imprese che stanno investendo massicciamente in Italia”.

Per quanto riguarda la scuola, sono molti gli insegnanti e i lavoratori amministrativi in servizio negli Istituti che sperano nell’investimento nel settore al quale ha fatto cenno Arianna Meloni.

In particolare, il personale, capitanato dai sindacati, chiedono uno sforzo al Governo perché reperisca risorse ulteriori per rinnovare il contratto di lavoro 2022/24, altrimenti allineato agli incrementi del 6% del resto della Pa, che per la categoria corrispondono a 150 euro medi lordi d’aumento, di cui la metà già in busta paga, più un lieve incremento, meno di 10 euro in media, derivante dai 240 milioni ricavati da risorse varie interne al comparto.

Tra le emergenze da affrontare c’è poi quella dei tantissimi precari, docenti e Ata, chiedono di essere formati (con abilitazione e in molti casi anche specializzazione su sostegno), per poi essere, selezionati e immessi in ruolo.

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