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Primo piano | 14-09-2026

Assicurazione integrativa scuola, se mancano strutture convenzionate nella provincia ci si può rivolgere ad altre: le condizioni per ottenere il rimborso

Scadrà il 20 settembre il termine entro il quale il personale scolastico potrà aderire alla polizza sanitaria integrativa.

Destinatari sono i dirigenti scolastici, il personale docente, educativo e ATA, sia a tempo indeterminato sia, nei casi previsti, a tempo determinato annuale o fino al termine delle attività didattiche. Per il personale a tempo determinato la copertura vale per la durata dell’incarico. Sono inclusi anche i dipendenti e i dirigenti del Ministero in servizio presso gli uffici centrali e periferici e il personale utilizzato, distaccato o comandato.

La copertura opera sul territorio italiano e prevede un limite di età di 71 anni, purché il dipendente sia ancora in servizio.

La polizza ha efficacia dal 30 settembre 2026 al 29 settembre 2030.

Come funziona la copertura

La modalità di erogazione dipende sia dal tipo di prestazione, sia dalla struttura scelta. In particolare, occorre distinguere tra assistenza diretta, assistenza indiretta (rimborso), prestazioni a carico del SSN e, separatamente, accesso a tariffe agevolate tramite SiSalute Up.

Come funziona in particolare l’assistenza indiretta?

Quando si può ottenere il rimborso

L’assistenza indiretta, cioè il rimborso delle spese sostenute presso strutture private non convenzionate, è prevista solo quando nella provincia di residenza dell’assistito non siano presenti strutture sanitarie convenzionate. Inoltre, prima di rivolgersi autonomamente a una struttura privata, l’assicurato deve contattare la Centrale Operativa e ottenere conferma dell’effettiva assenza di strutture convenzionate nella propria provincia. Solo dopo tale conferma può effettuare la prestazione e successivamente richiedere il rimborso.

Quindi, in termini pratici: se nella provincia di residenza esiste una struttura convenzionata, non si può semplicemente preferire una struttura privata non convenzionata e dare per scontato che la polizza rimborsi la spesa.

La stessa regola viene espressamente ripetuta dalla guida per i ricoveri senza intervento chirurgico dovuti a grave evento morboso.

Quando l’assistenza indiretta è ammessa, l’assicurato anticipa l’intera spesa e presenta successivamente la documentazione necessaria per ottenere il rimborso, nei limiti e alle condizioni stabilite dalla singola garanzia.

Come si chiede il rimborso

La richiesta può essere effettuata online dall’Area clienti UniSalute, caricando la documentazione. In alternativa, se non si può utilizzare Internet, la documentazione può essere inviata per posta secondo le modalità indicate nella guida. Tra i documenti generalmente richiesti figurano il modulo di rimborso, la documentazione clinica prevista per il tipo di prestazione e la documentazione di spesa quietanzata.

Attraverso l’Area clienti o l’app è poi possibile controllare lo stato della pratica, sapere quanto è stato rimborsato e quanto è rimasto a proprio carico e, se necessario, integrare la documentazione mancante.

E se la prestazione viene effettuata con il Servizio sanitario nazionale?

Il Piano distingue anche l’assistenza SSN, cioè il caso in cui la prestazione sia interamente a carico del Servizio sanitario nazionale.

Particolare attenzione va posta ai ticket: per le prestazioni per le quali la guida disciplina l’assistenza indiretta viene espressamente precisato che non è previsto il rimborso dei ticket sanitari SSN.

Esiste invece una specifica indennità sostitutiva da ricovero: se l’assicurato viene ricoverato con intervento chirurgico interamente a carico del SSN e non chiede alla polizza rimborsi né per il ricovero né per altre prestazioni connesse, può ricevere 50 euro al giorno, con una franchigia di 5 giorni e fino a un massimo di 40 giorni per annualità assicurativa.

LA GUIDA

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