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Primo piano | 14-09-2026

14.09.2026

Inizio scuola, la docente che ha aperto la petizione per rientrare il 1° ottobre: troppe critiche e clima di ostilità

Non si può tornare sui banchi con temperature estive e scuole non adatte a fronteggiarle: questo è ciò che pensa una docente di scuola superiore che lavora in Campania, che ha aperto una petizione su Change.org per smuovere l’opinione pubblica e chiedere di posticipare il rientro a scuola.

La docente ha presentato un’istanza urgente ai vertici istituzionali nazionali e locali, trasmettendo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una petizione popolare con le quali chiede il posticipo dell’apertura delle scuole.

L’insegnante ha mandato una nota stampa ai giornali per “evitare strumentali fraintendimenti”. Ecco cosa ha scritto: “La raccolta firme e le relative istanze inviate alle autorità competenti sono state promosse esclusivamente in qualità di privata cittadina, docente e lavoratrice, forte anche della sua identità di giornalista e scrittrice. L’iniziativa è nata da una personale, spontanea e civile preoccupazione per la salute, la sicurezza e il benessere psicofisico degli studenti e di tutto il personale scolastico, costretti a operare in condizioni climatiche estreme e in assenza di adeguati impianti di climatizzazione.

Si sottolinea con fermezza che l’iniziativa non ha mai inteso coinvolgere, né ha mai formalmente coinvolto, l’istituto scolastico di appartenenza, i suoi organi collegiali o la dirigenza. L’associazione del nome dell’istituto presso cui la professoressa presta servizio alla sua persona è da considerarsi esclusivamente frutto di autonome scelte descrittive e di inquadramento professionale da parte dei media nell’esercizio del diritto di cronaca; non deriva, pertanto, in alcun modo da dichiarazioni o atti volti a impegnare il nome o l’immagine della scuola.

La professoressa intende inoltre denunciare con forza il clima di ostilità che si è generato attorno alla sua figura: a seguito di questa iniziativa di puro buonsenso, ha infatti subito dure critiche, toni intimidatori e persino offese personali. Qualora tali comportamenti dovessero ripetersi, verranno intraprese senza esitazione le opportune azioni in sede legale per la tutela della propria onorabilità e dignità. La professoressa dichiara che continuerà a camminare a testa alta, rivendicando la trasparenza delle proprie azioni e il pieno esercizio della libertà di espressione e di stampa costituzionalmente garantiti. Qualsiasi accusa di presunta violazione dei regolamenti interni risulta pertanto del tutto infondata, priva di presupposti giuridici e strumentale a coprire le reali criticità sollevate”.

La petizione

Ecco cosa c’è scritto nella pagina della petizione: “In qualità di docente di lettere delle scuole superiori in Campania, scrivo con un profondo senso di urgenza e frustrazione per l’attuale situazione legata al Gran Caldo che colpisce la nostra regione in settembre. È inammissibile che l’anno scolastico riprenda il 15 settembre, quando le temperature sono ancora talmente elevate e il clima umido crea condizioni insopportabili per chi deve insegnare e per gli studenti che devono imparare.

Durante le vacanze estive, nonostante l’assenza di esami di Stato, ho personalmente sofferto per il caldo umido anomalo che non mi ha concesso un vero ristoro. Sono rimasta appiccicata a un ventilatore, combattendo con seri problemi di circolazione e dolori agli arti. La mancanza di sonno ha influito sul mio stato di salute generale e, nonostante le ferie, mi sento già esausta all’apertura delle scuole.

Il tema è più che personale, diventa un problema di salute pubblica per migliaia di studenti e insegnanti. Dove sono i climatizzatori nelle nostre scuole? La loro assenza rende le aule ambienti inadatti all’apprendimento, mettendo a rischio il benessere degli studenti e del personale scolastico.

La soluzione è semplice e alla nostra portata: posticipare l’inizio dell’anno scolastico al 1° ottobre permetterebbe a tutti di rientrare in un ambiente più sicuro e propizio all’apprendimento. Proponiamo anche l’installazione di sistemi di climatizzazione nelle scuole, un investimento necessario per garantire che studenti e insegnanti possano operare in condizioni adeguate”.

Il sondaggio

Il caldo si fa sentire a fine e inizio anno scolastico ed è davvero troppo opprimente: purtroppo, non si tratta più di eventi straordinari ma di una vera e propria emergenza. Rispetto alla quale oltre il 95% degli istituti scolastici risultano impreparati. Per i docenti è arrivata l’ora di prendere provvedimenti: secondi i risultati di un sondaggio prodotto dalla testata specializzata “La Tecnica della Scuola”tre insegnanti su cinque si dicono infatti a favore con la decisione di spostare in avanti il ritorno ordinario sui banchi. Come quella presa dal sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, il quale ha stabilito che, in caso di allerta rossa per il caldo, le scuole comunali restino chiuse o che si adottino modalità alternative come la didattica a distanza.

Gli insegnanti sembrano favorevoli anche a cambiamenti profondi del calendario scolastico: ben quattro su cinque vedono bene un possibile rientro a scuola il 1° ottobre (anziché a metà settembre), riducendo i 200 giorni di lezione obbligatori.

La soluzione potrebbero essere i condizionatori? Secondo gli Open Data del Ministero dell’Istruzione e del Merito – aggiornati all’a.s. 2022/23 – visionati dalla Tecnica della Scuola sono 57.350 gli edifici in cui non è garantita la refrigerazione, il 93,55% del totale.

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