Asteroid Day: le missioni spaziali non sono un capriccio scientifico

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Sapevate che il 30 giugno è la giornata internazionale degli Asteroidi? Ma ne abbiamo davvero bisogno? Ne parliamo in questo video!

Il primo asteroide fu scoperto nel 1801 dall’astronomo Giuseppe Piazzi che inizialmente, anche vista l’imponente estensione di 950 km e l’idea che in quella posizione dovesse trovarsi un oggetto che orbitava intorno al Sole, lo scambiò per un pianeta e lo chiamò Cerere. Ad oggi gli asteroidi individuati sono più di 800.000 e sono oggetto di studi forse poco conosciuti, ma di vitale importanza. Letteralmente. Per questo alcuni personaggi celebri, tra i quali ricordiamo il chitarrista dei Queen Brian May, che è un astrofisico, hanno proposto di istituire questa giornata per sensibilizzare il più possibile le persone. Si stima infatti che ogni giorno cadano sulla Terra circa 40 tonnellate di questi “sassi spaziali”: che quando sono molto piccoli, nell’ordine di qualche metro al massimo, disegnano nel cielo i segni che ci affascinano da millenni, le famose stelle cadenti, ma se raggiungono dimensioni maggiori possono essere molto pericolosi.

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Tutti ricorderete che il 15 febbraio del 2013 un oggetto di 15 metri esplose nel cielo della Russia danneggiando molte case di un piccola cittadina, mentre il 30 giugno del 1908, –motivo per cui il 30 giugno è stato scelto come data per parlare di questo argomento – un asteroide di 40 metri devastò un’area fortunatamente disabitata di più di 2000 km quadrati (dunque un’area più grande della città metropolitana di Milano). Su un luogo densamente popolato avrebbe fatto una strage.

Il punto è che questi non sono eventi isolati, ma sono la norma. La domanda non è se un oggetto spaziale colpirà la Terra, ma quando. Per quanto non faccia piacere, non è il caso di abbandonarsi al panico: per questa ragione è stata istituita questa giornata e per la stessa ragione stanno per partire due missioni spaziali sotto lo pseudonimo AIDA per cercare di deviare l’orbita di un piccolo pianetino non troppo distante da noi e imparare e prendere le misure nel caso in cui dovessimo davvero muoverci per evitare un impatto devastante. A ciò si aggiunge un’imponente mappatura del cielo per conoscere il maggior numero possibile di questi sassi, studiarne la posizione, la traiettoria e la composizione.

L’Ateroid Day però non si limita a sensibilizzare tutti noi sulla pericolosità di questi oggetti nel tentativo di finanziare e potenziare i progetti di ricerca volti a proteggerci. Si tratta infatti di un evento pensato per mettere in luce le opportunità offerte da questi “pianetini”: che nei prossimi decenni potrebbero rivelarsi delle vere e proprie miniere ricche di quei minerali così preziosi per l’industria elettronica e allo stesso tempo così difficili da reperire sul nostro pianeta. Vi sono infatti due progetti, uno dell’agenzia spaziale Giapponese JAXA e uno della celebre NASA, che cercheranno di riportare sulla terra materiali estratti da due asteroidi. Si tratta anche in questo casso di prove generali per imparare a sfruttare al meglio questa ricchezza.

Non solo: lo studio scientifico della loro composizione, dalla loro natura, della loro provenienza potrà fornirci dati fondamentali per studiare l’origine del nostro Sistema solare, dell’Universo e forse anche della vita sul nostro pianeta.

Ancora una volta questa giornata internazionale, i suoi promotori e la storia che l’ha resa così importante, ci ricordano come le missioni spaziali non siano un capriccio scientifico che spreca risorse ed energie, ma si tratta di un percorso di ricerca fondamentale per noi e per le generazioni future.