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Attuazione della Riforma: i primi commenti

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  • GUERINI


I primi commenti sul piano del Governo per dare attuazione alla legge delega per la riforma della scuola vanno da quelli pieni di entusiasmo del presidente Berlusconi a quelli bellicosi di Cgilscuola, passando attraverso le dichiarazioni di cautela dello Snals.

"Questa riforma –
ha detto il Capo del Governo – pone rimedio ad alcune carenze dell’insegnamento pubblico, peraltro buono da un punto di vista nozionistico". Bisogna insegnare ai ragazzi ad essere ”imprenditori di se stessi”, ha aggiunto Silvio Berlusconi che ha poi concluso fornendo persino suggerimenti didattici agli insegnanti: ‘‘Introdurremo il computer già dalla prima elementare, non subito. Ma quando i bambini cominceranno a conoscere le lettere e i numeri, già a febbraio potranno giocare con il computer”.
Enrico Panini, segretario nazionale di Cgilscuola, non  usa giri di parole: "Accoglieremo il primo decreto di attuazione della Legge delega sulla scuola con migliaia di assemblee e con una grande manifestazione nazionale organizzata dalla Cgilscuola e dalla Cgil. Inoltre, vogliamo incontrare i cittadini, le istituzioni, la società civile per informarli delle scelte con le quali si vuole cancellare la nostra migliore scuola elementare".

"Lo schema di decreto –
sottolinea Panini – è sbagliato nel metodo, nel merito e nella copertura economica".

Più cauto il commento di Fedele Ricciato, segretario generale dello Snals:

"La notizia che il Consiglio dei Ministri oggi ha approvato il Piano Programmatico di interventi finanziari per la scuola riscuote il consenso di massima dello Snals",
che però aggiunge: "Valuteremo con molta attenzione le categorie di spesa e i tempi di investimento in relazione agli obiettivi delle riforme e all’adeguamento retributivo del personale rispetto alle nuove responsabilità e ai maggiori oneri derivanti dalle innovazioni".

"Per quanto riguarda i contenuti del decreto –
precisa ancora Ricciato – ci impegneremo perché vengano introdotte modifiche sostanziali per la garanzia degli organici e per una funzionale organizzazione della didattica".

Negativo il commento di Daniela Colturani, segretario nazionale di Cislscuola: "Un decreto che nei fatti mina quell’autonomia organizzativa e didattica delle scuole che la stessa legge di riforma mette a fondamento del sistema scolastico".

E aggiunge anche: "Le scelte presenti nel decreto modificano negativamente gli assetti organizzativi e le mission formative delle tre scuole, con particolare riferimento all’anticipo, al tempo scuola, ai sistemi di valutazione e all’insegnante prevalente nella scuola elementare, gerarchizzando la professione docente, con la conseguente attenuazione della responsabilità collegiale".
Secondo Massimo Di Menna, segretario generale di Uilscuola, la riforma parte con il piede sbagliato: "In un processo di riforma – sostiene infatti Di Menna – è fondamentale il confronto con la categoria, il coinvolgimento di chi lavora a scuola e le riforme deve attuarle giorno per giorno. Questa riforma, invece, è stata realizzata senza un confronto. Una riforma senza il coinvolgimento, addirittura con gli insegnanti contrari, non ha alcuna possibilità di avere esiti positivi".