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Aule sporche, molti presidi si sono arresi ma c’è chi inventa soluzioni alternative: a Padova ripulite da ‘pittori’ carcerati

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Le pareti delle aule delle scuole italiane sono spesso piene di scritte, rovinate, sverniciate. E i presidi fanno fatica a ripulirle, anche perché, essendo pulizie straordinarie, auleddeservono risorse economiche di cui gli istituti non dispongono. E allora? Rimangono due ipotesi: lasciarle sporche, inviando all’utenza, alunni e famiglie, un pessimo messaggio, oppure farle ripulire dai genitori, se vogliono, o da qualcun altro.

Quest’ultima ipotesi si è realizzata nei giorni scorsi a Padova, nell’Istituto Fermi, dove due detenuti della Casa di Reclusione della città di Andrea Palladio hanno ripulito tutti i locali scolastici.

I detenuti hanno fatto tutto da soli

Il 25 settembre, scrive l’Ansa, le aule sono state consegnate alla scuola e agli studenti con una cerimonia ufficiale, presente il presidente della Provincia di Padova Fabio Bui.

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“Oggi è un giorno di festa, di riscatto e di speranza – ha spiegato il presidente Bui – stiamo dando un messaggio molto forte ai cittadini, agli studenti e anche alle persone detenute in carcere”.

I lavori si sono svolti prima dal 2 luglio al 9 agosto e successivamente dal 19 al 23 agosto scorso.

I detenuti, Salvatore e Vocri, sono stati individuati dalla Casa di Reclusione di Padova e si sono recati autonomamente all’istituto Fermi dalle ore 8 alle ore 14, da lunedì al venerdì esclusi sabato e festivi.

I sostenitori del progetto

Il progetto – ripetuto per la seconda volta dopo i risultati conseguiti lo scorso anno all’Istituto Belzoni – è stato elaborato dall’associazione onlus “Gruppo Operatori Carcerari Volontari” di Padova e approvato anche dalla Provincia (proprietaria dell’immobile dove ha sede il Fermi), dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo che ha stanziato un finanziamento e dalla direzione della Casa di Reclusione.

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