Registrati
01.10.2026

Decreto scuola, striscione “nessuno è straniero” affisso in molti istituti. Meloni: “Non so che cosa si intenda”

Il decreto legge sulla scuola, annunciato nelle scorse settimane dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, non senza polemiche – è stato approvato il 24 settembre dal Consiglio dei Ministri.

All’indomani dell’approvazione, il 25 settembre, è comparso uno striscione appeso al cancello di una scuola di Genova: “Qui nessuno è straniero”. Come riporta La Repubblica, a compiere il gesto sarebbero stati gli stessi docenti e studenti.

Lo striscione è stato rimosso da poliziotti in borghese davanti a bambini e maestre due agenti, che avrebbero agito in autonomia dopo la segnalazione della Polizia Locale su un assembramento. Lo striscione è diventato un simbolo ed è stato affisso in tante altre scuole del Paese.

La risposta di Meloni

Oggi, 1° ottobre, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto la sua sul caso: “Non so chi ha strappato lo striscione, non so che cosa si intenda per ‘nessuno è straniero’, e quindi non so che cosa risponderle”, queste le sue parole a margine del salone nautico di Genova, interpellata sull’episodio, come riporta Agi.

“A Giorgia Meloni manca anche il più minimo senso di decenza istituzionale per prendere posizione e difendere una scuola che esprime una opinione e viene censurata, come accaduto alla Daneo di Genova. Anche qui ‘non condivide né condanna’. Addirittura dice di non capire la frase. Vada in una qualsiasi scuola pubblica italiana e se lo faccia spiegare dai bambini, dagli insegnanti e da tutti coloro che portano avanti ogni giorno la scuola italiana nonostante la sua propaganda, i suoi tagli, i suoi decreti che pensano a spostare i bambini anziché spostare i soldi dalle armi e dal Ponte sullo Stretto alle nostre scuole”, così il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini.

Le misure

Numerose le altre misure contenute nel provvedimento che, complessivamente, riguarda in particolare il sostegno agli alunni con disabilità e welfare studentesco, la riforma dell’istruzione tecnico-professionale e l’integrazione degli studenti stranieri e criteri per le classi multiculturali.

Vengono anche rifinanziati i fondi per la fornitura dei libri di testo e incrementato di 4 milioni di euro annui per il 2026 e 2027 il fondo per il contrasto al cyberbullismo.

L’articolo 3 parla esplicitamente del tema dell’insegnamento facoltativo del Latino per l’educazione linguistica (LEL) per 1 ora settimanale aggiuntiva a partire dal secondo anno nella scuola secondaria di primo grado.

Questo il testo integrale:  “A decorrere dall’anno scolastico 2027/2028, a partire dal secondo anno di scuola secondaria di primo grado, gli alunni possono avvalersi dell’insegnamento facoltativo di Latino per l’educazione linguistica (LEL), per un’ora settimanale aggiuntiva, corrispondente a 33 ore annue. L’insegnamento del Latino per l’educazione linguistica è affidato al docente appartenente alla classe di concorso A-12, che abbia sostenuto almeno un esame annuale o due semestrali in lingua o letteratura latina o che abbiano conseguito almeno 12 CFU nel settore scientifico disciplinare L-FIL-LET/04. Tale docente partecipa alla valutazione degli apprendimenti degli alunni che si avvalgono di detto insegnamento nelle forme previste dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62”.
Ma, attenzione: per l’attuazione della novità “si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”.

Per quanto concerne gli interventi PNRR vengono prorogate le norme semplificate per il completamento delle opere di edilizia scolastica legate al PNRR; vengono altresì previsti compensi una tantum per i revisori dei conti delle scuole e risorse straordinarie per il personale impegnato nella rendicontazione dei progetti PNRR.

E veniamo alla questione dell’integrazione e delle classi multiculturali.

Dall’anno scolastico 2027/2028, viene stabilito un tetto massimo del 30% di studenti stranieri (privi di precedente frequenza scolastica pluriennale in Italia) per ciascuna classe prima.
Viene anche istituito un fondo per finanziare corsi extracurricolari di potenziamento della lingua italiana qualora non sia possibile rispettare la soglia del 30% nelle scuole viciniori.
E’ prevista la segnalazione ai servizi sociali in presenza di barriere linguistiche familiari che ostacolino l’integrazione; inoltre non sarà possibile svolgere attività scolastiche con il volto coperto.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate