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01.10.2026

Carenza di docenti, classi affollate, poche risorse per la scuola: studenti mettono a ferro e fuoco la Francia, preside aggredito e cosparso di benzina

Studenti in rivolta da diversi giorni ai quattro angoli della Francia, la situazione sta degenerando: a Marsiglia un preside, con il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’equipe scolastica sono stati aggrediti all’interno della loro scuola e cosparsi di benzina. Lo riporta Ansa.

Cosa sta succedendo

Il premier francese, Sébastien Lecornu, presiederà un vertice interministeriale di crisi alle ore 13 al ministero dell’Interno a Parigi. Partita dalle scuole, la protesta si sta estendendo da oggi anche ai campus universitari. 

A Nantes il liceo Nelson Mandela è stato colpito da un incendio, a margine della mobilitazione dei giovani che reclamano più mezzi per l’Istruzione. Interrotti i trasporti pubblici e le forze dell’ordine sono attualmente sul posto.

Secondo alcuni testimoni citati da Le Figaro, la polizia avrebbe fatto uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla. Dall’inizio delle proteste, 119 persone tra studenti e membri del personale hanno riportato ferite mentre sono 83 gli agenti feriti. L’Ispettorato di polizia è stato incaricato di svolgere tre indagini in seguito al ferimento di alcuni studenti.

Le indagini riguardano episodi avvenuti a Sevran (Seine-Saint-Denis), Saint-Ouen-L’Aumône (Val-d’Oise) e Tours, dove ieri un giovane è rimasto gravemente ferito alla testa ed è stato ricoverato in ospedale. Secondo il procuratore, le lesioni riportate sono “compatibili” con un colpo di Lbd (lanciatore di proiettili di difesa) in dotazione alla polizia.

I motivi delle proteste

Ma perché gli studenti stanno protestando? I ragazzi reclamano la sostituzione dei professori assenti e più mezzi per l’istruzione pubblica. Secondo l’Unione degli Studenti, la causa delle proteste risiede nel deterioramento delle condizioni degli studenti delle scuole superiori, che si manifesta in particolare con la carenza di insegnanti, le classi sovraffollate e la mancanza di risorse per gli istituti scolastici.

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