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Autonomia, Bussetti: ad ognuno la sua

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Rendere l’autonomia scolastica finalmente praticabile, concedendo ad ogni territorio quella più congeniale: l’auspicio è del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti.

“L’autonomia dà la possibilità di responsabilizzare”

Parlando a Tg3 Fuori tg su RaiTre, il titolare del Miur ha detto che “l’autonomia scolastica fa parte della nostra scuola da 20 anni, ha svolto tante iniziative di pregio e responsabilizzato nei confronti di una didattica innovativa e adatta ai tempi. L’autonomia dà la possibilità di responsabilizzare e deve finalizzare al miglioramento delle competenze dei nostri studenti”.

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Il riferimento legislativo del ministro è al Decreto del Presidente della Repubblica n. 275 in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, che lo scorso 8 marzo ha giusto compiuto 20 anni.

Servono sinergie locali

Bussetti ha quindi sottolineato che “bisogna fare sinergia, bisogna fare squadra con le istituzioni locali: noi ci siamo e siamo disposti a sostenere la volontà di mettere in campo progettazioni mirate”.

Il riferimento sembrerebbe, in effetti, alla forma di autonomia differenziata, già approvata da alcune giunte, per la quale la Lega vorrebbe l’avallo in sede di Consiglio dei ministri e poi anche in Parlamento. Solo che ad oggi il progetto del Carroccio vive un periodo di stand by, dopo che il Movimento 5 Stella ha posto il suo veto al progetto.

Turi (Uil): sì alle progettazioni mirate in relazione al territorio

Il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, ha intanto commentato le parole di Bussetti dicendo che “l’autonomia scolastica e il personale, che in questi anni ha consentito con contratti precari, la continuità didattica e il funzionamento delle scuole, meritano il massimo dell’attenzione delle forze politiche di questo paese”

“La funzione docente – ha continuato il sindacalista – si realizza in funzione dei cambiamenti sociali che impongono una didattica innovativa che non può prescindere da progettazioni mirate in relazione al territorio e alla comunità educante che rappresenta la base costitutiva della scuola autonoma. Si tratta di governance democratica e di partecipazione, azioni che attengono all’interazione tra persone e non ad una mera attività amministrativa”, ha concluso Turi.