Le difficoltà in termini di reclutamento ed abilitazione dei giovani docenti, nonché la rispettiva distribuzione e mobilità sul territorio, stanno mettendo in serio pericolo e rischiano di paralizzare la continuità didattica in alcune aree d’Europa. A ciò si unisce una serie di scioperi e mobilitazioni, già annunciata dalle maggiori sigle sindacali per urgenti modernizzazioni del settore e la riduzione della mobilità professionale, che in certi casi obbliga i docenti a consumare migliaia di chilometri all’anno.
I Ministeri segnalano l’urgenza tempestiva di provvedere alla copertura delle cattedre scoperte, che rappresentano un dilemma cronico per alcune scuole. La tecnologia sembra, almeno superficialmente, venire a supporto di un mondo oramai in crisi perpetua, proponendo al grande pubblico degli avatar che, se connessi ad internet, sarebbero in grado di svolgere una para-professione docente. In Europa, anche nelle aziende, cresce l’interesse nei confronti dell’IA come strumento di somministrazione di trainings, formazione e lezioni di lingua. Costi quasi nulli, nessun giorno di ferie e malattia in quanto si tratta di tecnologie e non di persone. Naturalmente son giunte critiche e perplessità da esperti ed opinione pubblica.
La startup 21st Century Digital Teaching (21C) ha sviluppato già dal 2024 degli insegnanti avatar per creare contenuti didattici di nuova generazione ufficialmente per supportare i docenti, ma anche per potersi, se necessario, sostituirsi in caso di difficoltà. Un’azienda di intelligenza artificiale (AI) chiamata 21st Century Digital Teaching (21C) sta compiendo passi da gigante per risolvere la cronica carenza di insegnanti nel Regno Unito e in tutta Europa, rivoluzionando il modo in cui gli studenti apprendono matematica, logica e altre discipline ritenute fondamentali.
A tal fine, 21C ha creato una app di insegnamento digitale e una piattaforma di apprendimento per le scuole che, secondo quanto affermato, riduce notevolmente il numero di insegnanti necessari digitalizzandoli e convertendoli in avatar sull’app, consentendo lo svolgimento delle lezioni anche in caso di carenza di personale cronica. I fondatori hanno affermato che offre anche un nuovo modo di fare e motivare gli studenti per i compiti, poiché è più interattivo e consente agli insegnanti di monitorare più facilmente i progressi degli studenti attraverso gli strumenti di analisi intelligente della piattaforma. Inoltre l’azienda pensa di allargare il proprio spettro all’Africa ed al Vicino Oriente, ove la carenza di personale a scuola è cronica.
Il lancio di queste tecnologie avviene in un momento in cui le scuole di tutto il Vecchio Continente faticano a coprire i posti vacanti. Secondo il rapporto Tes Schools Wellbeing 2024, il 74% del personale scolastico intervistato ha rivelato di aver pensato di abbandonare completamente la professione dell’insegnamento nell’ultimo anno. Il sondaggio ha anche rilevato che il 61% degli insegnanti britannici (per esempio) non ritiene che il proprio carico di lavoro sia gestibile. Nel frattempo, il 47% del personale scolastico ha sottolineato di non disporre delle strutture e delle risorse necessarie per svolgere il proprio lavoro.
Alan Judd, presidente e amministratore delegato dell’azienda, ha dichiarato in un’intervista ad Euronews: “C’è carenza di insegnanti, di veri insegnanti. C’è carenza perché la popolazione scolastica sta crescendo molto rapidamente e gli insegnanti di matematica esperti stanno diminuendo perché vanno in pensione. Si trasferiscono, vanno in posti diversi.” La piattaforma di intelligenza artificiale di 21C converte le lezioni tenute da veri insegnanti di matematica in brevi e concisi formati di quattro-cinque minuti ciascuno che, secondo i fondatori, possono essere assimilati in modo più efficiente dagli studenti con una capacità di attenzione sempre più limitata. Martin Hoszowski, direttore operativo dell’azienda, ha dichiarato ad Euronews: “Ciò che conta è ovviamente che la capacità di attenzione degli adolescenti si sta davvero riducendo. Per questo vogliamo che le nostre lezioni siano il più brevi possibile. Quindi, invece di durare 20 o 40 minuti, le abbiamo concentrate in formati da quattro o cinque minuti, proprio per assicurarci che riescano a comprendere e seguire al meglio.”