Non dovrebbe sorprendere che in moltissimi degli interventi che si sono svolti al BETT di Londra 2026, nelle sessioni plenaria e nei laboratori, facessero un profondo riferimento alla pedagogia.
Il BETT (British Educational Training Technology), lo ricordiamo, è una delle più grandi e importanti convention internazionali sulle tecnologie per l’istruzione. Fondato originariamente nel 1985, BETT è un evento a cui partecipano oltre 35.000 visitatori (docenti, studenti, esperti in tecnologie, giornalisti) e più di 600 espositori da ogni paese del mondo, tutti uniti da un unico obiettivo: migliorare “l’istruzione a livello globale“.
Numerosi i dibattiti in agenda per l’edizione londinese del 2026, appena conclusa, che hanno accompagnato la kermesse espositiva e proprio in quei contesti, nelle presentazioni di progetti e risorse, è emerso come al centro, al di là di tecnologie e innovazione, ci sia la pedagogia.
Si tratta di un’inversione di tendenza o è in corso una maggiore consapevolezza?
A quanto osservato in prima persona a Londra emerge un forte bisogno da parte degli educatori di tutto il mondo, che sono stati presenti in modo massiccio all’edizione inglese della fiera della tecnologia, di confrontarsi con la pedagogia del passato e del presente, sia per dare spessore all’uso delle tecnologie, sia per riprendere in mano una riflessione congiunta sulla didattica.
Tra i temi centrali del programma spicca naturalmente l‘intelligenza artificiale, presente in conferenze e workshop dedicati al suo utilizzo in contesti educativi, ma ampio spazio è stato dato proprio al confronto tra docenti sulle pratiche educative, in tutto il mondo, non solo sull’uso delI’IA, ma anche sulla valutazione supportata da strumenti digitali, sull’inclusione e la personalizzazione delle strategie di apprendimento, sull’imparare dentro e fuori la scuola, sul longlife learning, sulle nuove forme di apprendimento esperienziale.
Tra le attività più partecipative e più animate ci sono stati i Table Talks, sessioni di discussione di 45 minuti tra insegnanti ed educatori, e i Tech User Labs, workshop guidati da esperti progettati specificamente per la formazione degli insegnanti sulle sfide dell’innovazione educativa.
Il richiamo alla pedagogia, la necessità per i docenti di essere ancor più formati proprio per far fronte all’ingresso delle tecnologie di ogni genere è stato esplicito, da parte di speaker e esperti da tutto il mondo.
Anche nei dibattiti, come quello organizzato dall’organizzazione internazionale TeachMeet.org, i docenti intervenuti hanno costantemente ribadito che nessuna tecnologia può entrare efficacemente nelle aule se dietro non c’è una riflessione pedagogica, partendo da Comenius, Dewey, e molti altri.
Nel settore dell’inclusione, rispetto al quale al BETT di Londra 2026 c’è stato un grande spazio, sia da parte dei fornitori di servizi, dalle grandi aziende ED Tech, sia dai piccoli espositori da tutto il mondo, è nuovamente emerso il bisogno che i docenti e gli educatori abbiano una fondata preparazione pedagogica, senza la quale proprio nel caso dei SEND (Special Educational Needs and/or Disabilities) l’efficacia delle soluzioni digitali si riduce.