Home Attualità Avvio anno scolastico, i sindacati denunciano ritardi e inerzia governativa

Avvio anno scolastico, i sindacati denunciano ritardi e inerzia governativa

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I responsabili dei sindacati Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams, durante la videoconferenza stampa “La scuola si fa a scuola“ del 17 luglio 2020, hanno risposto alle domande dei giornalisti e hanno esposto le loro preoccupazioni per l’avvio dell’anno scolatico 2020/2021.

Accorpamento classi e organico aggiuntivo

La nostra testata ha presenziato attivamente all’incontro della videoconferenza stampa “La scuola si fa a scuola“ organizzata dai sindacati rappresentativi, chiedendo ai leader sindacali per quale motivo si è agito accorpando le classi nell’organico dell’autonomia se la direzione dovrebbe essere quella opposta di aumentare la dotazione organica di docenti e personale Ata.

Il Coordinatore Nazionale della Gilda Unams Rino Di Meglio ha risposto che il problema degli organici è un problema reale, risulta assolutamente vero che in molte scuole si sono accorpate classi per mantenere i limiti numerici di alunni per classe, norme imposte dal Ministero dell’Istruzione con l’ultima nota sugli organici. Per Di Meglio non è coerente accorpare delle classi creando delle classi pollaio, quando invece dovremmo garantire il distanziamento degli alunni all’interno delle classi. Per il Coordinatore Nazionale della Gilda insegnanti è urgente, oltre che necessario, aumentare in modo consistente l’organico dell’autonomia, prevedendo un organico aggiuntivo per garantire il distanziamento, la sicurezza e la qualità della didattica.

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La leader dello Snals Confsal Elvira Serafini sottolinea la contraddizione del fatto che da una parte i sindacati chiedono un aumento di organico mentre Uffici scolastici e scuole hanno ridotto gli organici con gli accorpamenti. La Serafini sostiene che non esiste coerenza su come si è agito sugli organici, tanto è vero che ieri è stato chiesto alla Ministra Azzolina da subito un tavolo sugli organici.

Ottantamila immissioni in ruolo richieste

Abbiamo chiesto ai sindacati se è credibile, visto lo scarso numero di docenti presenti in Gae e la distribuzione dei contingenti per il ruolo, prevedere un cosi corposo contingente di docenti che entreranno in ruolo.

A questa domanda ha risposto la leader della Cisl Scuola Maddalena Gissi, dicendo che gli 80 mila posti destinati alle assunzioni sono una menzogna. Perché non avendo dato seguito alle nostre richieste non potranno essere destinati. Per la Segretaria Generale della Cisl Scuola anche se il MEF desse l’autorizzazione alle 80 mila assunzioni, suddivise per regioni, province, ordini di scuola e classi di concorso, solo il 25% verrebbero effettivamente occupati per il ruolo, ovvero 20 mila nuove immissioni in ruolo.

Per Pino Turi della Uil Scuola Rua le 80 mila assunzioni sono un’ammissione di colpa: non sappiamo come coprirli, perché non ci sono i candidati.

Non sempre gli enti locali hanno disponibilità di aule

Abbiamo fatto ai leader sindacali una domanda sugli enti locali e la disomogeneità esistente tra gli enti locali del nord Italia e quelli più dissestati del sud Italia.

Il leader della Flc Cgil Francesco Sinopoli, molto preoccupato ha detto che per poter tornare a scuola in presenza e in sicurezza serve un decreto legge, con spazi e organici aggiuntivi. Serve un impegno forte del Governo centrale e non il supporto dell’ente locale che diventa ovviamente secondario. Si parla solo di banchi, ma serve molto altro con una presa di responsabilità a livello centrale.

Anche il leader della Uil Scuola Rua Pino Turi sostiene che l’aiuto degli enti locali può essere marginale, ricordando che esistono enti locali in dissesto finanziario e addirittura commissariati, servirebbe ascoltare i sindacati: “La vera emergenza è aprire le scuole: la ‘casa’ sta andando a fuoco e invece di chiamare i vigili del fuoco, si convoca l’arredatore”. Purtroppo conclude il Segretario Generale della Uil Scuola è imbarazzante sentirsi definiti come una “Cassandra” da parte di una certa propaganda politica.

La leader dello Snals Confsal Elvira Serafini è scettica sulla ripresa regolare e con la piena sicurezza per il prossimo 14 settembre, perché la Ministra non ascolta le proposte sindacali. Noi sindacati, ci tiene a precisare la Segretaria Generale dello Snals, siamo fermamente convinti della necessità di riaprire le scuole, ma siamo preoccupati dei ritardi con cui si stanno affrontando problemi sui quali abbiamo acceso i riflettori ben prima dello scoppio dell’emergenza Covid e che ora, purtroppo, emergono in tutta la loro drammaticità. Anche per la Serafini c’è il problema che si sta perdendo troppo tempo e che non tutti gli enti locali hanno disponibilità di aule per accogliere tutti gli studenti di un comprensorio.

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