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Azzolina e Gelmini le peggiori ministre degli ultimi 20 anni: lo dicono i lettori della ‘Tecnica della Scuola’

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Le ministre dell’Istruzione Lucia Azzolina e Mariastella Gelmini sarebbero le peggiori degli ultimi vent’anni: è quanto si evince da un sondaggio a cui hanno partecipato 4.300 lettori (per i due terzi docenti) della Tecnica della Scuola. Azzolina e Gelmini hanno raccolto, rispettivamente, il 47,5% e il 36,2% dei pareri contro.

Lucia Azzolina

Nel caso della ministra Lucia Azzolina (che ha preso il posto del dimissionario Lorenzo Fioramonti poco più di un anno fa, nel gennaio 2020), sul giudizio negativo grava, senza dubbio, un dato oggettivo: il suo mandato, probabilmente in dirittura d’arrivo, è coinciso con l’anno più difficile della storia della scuola italiana, contrassegnato dal Covid-19. Lo chiama annus horribilis Reginaldo Palermo, il nostro vice direttore.

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Certamente, la decisione di investire circa 400 milioni di euro per l’acquisto dei banchi monoposto, una parte dei quali con rotelle sottostanti, non ha giocato a favore della ministra uscente. E probabilmente Azzolina verrà ricordata soprattutto per questo. Infatti, sebbene le sedute innovative, come vengono chiamate dagli esperti di didattica, abbiano reali funzioni facilitanti per la didattica cooperativa, associare questi arredi al distanziamento e al contenimento della pandemia, è parso ai più un espediente non all’altezza dell’obiettivo.

Mentre l’attuale numero uno del dicastero di Viale Trastevere ben poco è riuscita a fare in termini di riduzione delle classi pollaio (tema sul quale aveva anche avviato un disegno di legge): obiettivamente, sarebbe stato infatti un intervento decisivo, in grado di rassicurare gli stessi studenti, assieme ai docenti, sul fronte della salute e sul mantenimento del diritto allo studio.

In questo contesto, laddove i docenti non si sono sentiti protetti e al sicuro dentro le classi numerose, anche la giusta attenzione di Azzolina alla riapertura delle scuole in presenza o la sua insistenza per un concorso a prove e non a titoli, hanno influito sulla percezione di una ministra poco incline a prendersi cura dei docenti. Ma sarà la storia a giudicare meglio e con maggiore distanza e freddezza il suo operato.

Mariastella Gelmini

Sul fronte dell’on. Mariastella Gelmini (in carica dal 2008 al 2011), invece, il mondo della scuola la ricorda per il dimensionamento e la reintroduzione, a partire dall’anno 2009, del maestro unico nella scuola primaria, in sostituzione del precedente sistema con tre insegnanti per ogni due classi, di grande valore didattico. Una scelta, la cui ragione puramente finanziaria, non sfugge a nessuno.

Sempre in direzione per i più contraria alla pedagogia, la ministra forzista ha ripristinato pure i voti in decimi alla primaria, a sostituire i giudizi: un errore al quale, peraltro, proprio la ministra Azzolina ha di recente rimediato.

E i due ministri migliori della storia degli ultimi vent’anni? Secondo i nostri lettori sono Giuseppe Fioroni e Lorenzo Fioramonti, rispettivamente con un 27% e un 21% di pareri a favore.

Su questo fronte ci pare doveroso fare notare, peraltro, che la ministra Azzolina raccolga anche un 10% di pareri , che non è poco (segno che attorno a Lucia Azzolina le posizioni si polarizzano). Probabilmente la apprezzano gli studenti stanchi della DaD, e quella parte di aspiranti docenti che l’hanno vista battersi per un concorso per prove e per merito che ha aperto loro importanti prospettive nel mondo della scuola, anche se per certi versi a danno dei precari.

Ma torniamo a Fioroni e Fioramonti.

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni (in carica dal 2006 al 2008) viene ricordato per la sua politica moderata, cosiddetta del “cacciavite”. Ma anche per il Quaderno bianco sulla scuola, un documento carico di pedagogia, ricerca, benchmarking, docimologia, che tra le altre cose ha portato a dieci anni l’obbligo di istruzione, facendo in modo che fino al biennio delle scuole superiori i ragazzi stiano in classe.

La legge approvata fu la L. 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 622: “L’istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno d’età“.

Lorenzo Fioramonti

Quanto all’ottimo posizionamento nella nostra graduatoria dell’on. Lorenzo Fioramonti, restato così poco in carica, solo quattro mesi (da settembre a dicembre 2019), il quasi podio potrebbe essere dovuto al suo gesto (unico nella storia della scuola italiana) di dimettersi da ministro per mancanza di attenzione da parte del governo.

Per il resto, la sua politica è rimasta alle intenzioni: Fioramonti ha fatto appena in tempo a dichiarare di volere introdurre come materia scolastica il Cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile, e che avrebbe ben visto nelle aule anche una mappa del mondo accanto al crocifisso, che è tornato a fare il deputato (tra l’altro nemmeno più con il M5s).

Per lui fu fatale quel non avere raggiunto i tre miliardi di euro chiesti nella Legge di bilancio 2020: a seguito di questa sconfitta, con grande coerenza tenne fede alla promessa di dimissioni.

Gli altri ex ministri

Per quanto riguarda gli altri ministri, i voti hanno riguardato anche Letizia Moratti, al governo con Forza Italia e che fu artefice di un biennio di mancate assunzioni; Francesco Profumo, che ricordiamo anche per il tentativo andato a vuoto di aumentare l’orario di cattedra dei docenti; le accademiche Maria Chiara Carrozza e Stefania Giannini; la “rossa” Valeria Fedeli, fino al leghista Marco Bussetti, che comunque riuscì nell’impresa di avere il consenso dei sindacati grazie all’accordo con Giuseppe Conte della primavera del 2019.

I vari Moratti, Profumo, Carrozza, Giannini, Fedeli e Bussetti, sul fronte dei migliori non hanno tutti fatto riscontrare preferenze particolarmente significative: nessuno ha superato il 10%.

Anche nella votazione dei peggiori ministri non sono state riscontrate particolari indicazioni verso il loro operato.

Chi ha risposto?

Ma chi ha risposto al nostro sondaggio? In gran parte sono stati insegnanti: quasi il 70%, quindi circa 2.800 su 4.300 totali.

Quasi il 10% sono stati genitori degli alunni (in tutto 425), mentre gli studenti sono stati appena il 7% (circa 300 complessivi).

Indagine realizzata dalla testata giornalistica ‘La Tecnica della Scuola’ nel periodo che va dal 3/02/2021 al 6/02/2021. Hanno partecipato 4.248 soggetti. Il sondaggio non ha carattere di scientificità: i risultati derivano da conteggi automatici.

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