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Azzolina vuole aumentare gli stipendi: “Quello che prende oggi un insegnante è poco”

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Si è parlato anche di stipendi e di nuove assunzioni nel corso della puntata di ‘In Onda’, il programma condotto da Luca Telese e David Parenzo su La7: è stata la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a toccare uno dei nervi scoperti della categoria.

Stipendi docenti: c’è il bonus del taglio cuneo fiscale

“Già da questo mese con il cuneo fiscale gli insegnanti, non si parla di aumento, ma avranno 80-100 euro in più”, ha detto la titolare del MI.

Tale bonus, ricordiamo, varia a seconda dell’importo lordo annuo di ogni singolo dipendente: in media, sono previsti aumenti di circa 80 euro al mese, ma che in alcuni casi in effetti potranno arrivare  a 100 euro.

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E’ bene ricordato, come ha anche osservato la ministra dell’Istruzione, che non si tratta di un vero e proprio aumento stipendiale dovuto al rinnovo contrattuale, scaduto peraltro da oltre 18 mesi e per il quale servono finanziamenti corposi attraverso leggi di bilancio avallate dal Mef, ma semplicemente di un bonus fiscale per sostenere i redditi più bassi dei lavoratori italiani.

Un insegnante guadagna poco. Gli stipendi devono aumentare

“Io guadagnavo sulle 1450-1500 euro. E per il lavoro che fa un insegnante, è davvero poco”, ha detto la ministra incalzata da Parenzo sul guadagno ideale dei docenti.

“Sicuramente quello che prende oggi un insegnante è poco. Ancor di più, quello che prendono gli insegnanti della scuola primaria e infanzia, che guadagnano meno della scuola secondaria. E questa è una cosa che non abbiamo mai capito”, ha detto ancora Azzolina.

Si attende l’ok del Mef per le 80 mila assunzioni in ruolo

Infine, la ministra dell’Istruzione ha fatto una battuta sulle prossime assunzioni in ruolo di settembre: “Ho fatto richiesta al ministero dell’Economia e delle Finanze per assumere fino a 80 mila docenti sia di sostegno sia no: a breve il ministero dell’Economia dovrebbe darci una risposta”.

Inoltre, ricordiamo, sono previste anche assunzioni extra a tempo determinato, circa 50 mila supplenti pronti per il rientro a scuola.

Supplenti che dovrebbero dare man forte per le classi sdoppiate e i piccoli gruppi che si verranno a determinare per il rispetto dei distanziamenti fisici dovuti al permanere del rischio Covid-19. Tuttavia, secondo molti, si tratterebbe di un contingente insufficiente per fronteggiare la situazione.

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