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Prima Ora - Notizie del 30 luglio

30.07.2026

Bambini scalzi e bendati per provare la rotta balcanica di migranti, ispezione conclusa: la scuola non ha commesso irregolarità

Lo scorso marzo abbiamo trattato il caso di una gita scolastica finita in polemica. Bambini di quinta elementare fatti camminare scalzi e con gli occhi bendati per simulare il dramma dei migranti in fuga lungo la rotta balcanica: è questa l’esperienza organizzata da una scuola primaria con destinazione Trieste, che ha scatenato polemiche politiche, un’ispezione ministeriale e un acceso dibattito nell’opinione pubblica.

Come riporta Il Corriere della Sera, al termine degli accertamenti effettuati dal ministero dell’Istruzione e del Merito non è infatti emersa alcuna irregolarità sull’iniziativa della scuola primaria.

Le reazioni

La Lega, con l’europarlamentare Anna Maria Cisint, aveva parlato di “lavaggio del cervello” e di bambini “costretti a simulare la rotta balcanica camminando a piedi scalzi sui sassi”.

Fratelli d’Italia, con Elena Donazzan e i deputati Silvio Giovine e Nicole Matteoni, aveva annunciato interrogazioni al ministro Valditara chiedendo verifiche sulle autorizzazioni e sui contenuti educativi dell’iniziativa. Un’ispezione che, alla fine, ha accertato che tutto si è svolto in maniera regolare.

Una richiesta di approfondimento era arrivata anche dall’assessora regionale all’Istruzione Valeria Mantovan che aveva invitato a evitare “giudizi sommari” prima della conclusione delle verifiche ma non aveva nascosto “perplessità e disagio circa modalità educative, come quella, da quel che si legge, di aver bendato e fatto camminare scalzi i bambini, che, se confermate nei termini riportati, rischiano di risultare non adeguate all’età degli alunni e addirittura lesive”. Lo stesso dirigente dell’istituto aveva parlato di “progetto civico condiviso”.  

L’esperienza immersiva e le reazioni politiche

Il progetto rientrava in un percorso di educazione civica regolarmente autorizzato dalle famiglie. A Trieste, crocevia dell’immigrazione via terra, i bambini non si sono limitati ad ascoltare le testimonianze di richiedenti asilo: sono stati coinvolti in una simulazione sensoriale, costretti a camminare senza scarpe su pietre e superfici bagnate, con gli occhi bendati.

L’obiettivo dichiarato era far comprendere la fatica e il disorientamento di chi affronta quei viaggi di notte e a piedi nudi per sfuggire ai controlli. Al rientro, però, i racconti dei bambini hanno allarmato alcuni genitori. La denuncia pubblica di un’europarlamentare ha innescato una reazione a catena di dichiarazioni politiche ed ecclesiastiche, spingendo il Ministero dell’Istruzione e del Merito a richiedere chiarimenti ufficiali. Il dibattito si è presto spostato su un interrogativo centrale: dove finisce la lezione di umanità e dove inizia il rischio di un trauma psicologico?

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