Al 30 aprile 2025 sono 16.274 i minori stranieri non accompagnati (Msna) presenti in Italia.
L’assenza di un sostegno genitoriale o comunque di figure di riferimento rende questi bambini e bambine particolarmente vulnerabili. Condizione questa che richiede tutele speciali affinché si possa realizzare un percorso di accoglienza e integrazione rispettoso dei loro diritti.
Secondo l’elaborazione di Openpolis – Con i Bambini sui dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali molti bambini e bambine stranieri non accompagnati si concentrano nelle principali aree urbane del Paese; il carico maggiore si concentra sulla Sicilia, in particolare a Trapani e Catania. Oltre la Sicilia la Lombardia (2.192), la Campania (1.355) ed l’Emilia Romagna (1.351) sono le regioni che ospitano il maggior numero di Minori stranieri non accompagnati.
La nazionalità più rappresentata è quella egiziana (22,4%), seguono i minori di origine ucraina (20,5%) e quelli provenienti dal Gambia (10,2%); altre nazionalità particolarmente rappresentate sono quella tunisina (10,2%), guineana (6,9%), ivoriana (4,5%) e bangladese (4,1%).
Con riferimento alla fascia d’età il 54,14% dei minori presenti risulta avere 17 anni, il 22% circa ne ha 16, il 14,2% dei casi tra i 7 e i 14 anni; tra i minori presenti di 16 e 17 anni oltre il 90% è rappresentato da maschi.
L’avvio di un percorso scolastico di qualità rappresenta uno delle tappe fondamentali per attivare un reale processo di inclusione dei Msna, questo però non sempre avviene in modo lineare ed efficace. Spesso, con l’avvicinarsi della maggiore età molti di loro puntano ad iniziare un’attività lavorativa; inoltre le lungaggini burocratiche molto spesso non consentono l’inserimento in media prima di 2 o 3 mesi dall’arrivo. Altro dato, quasi sempre i minori stranieri sono inseriti in classi di età più giovane rispetto alla loro, a causa di ovvie fatiche linguistiche.
Da alcuni mesi è emersa un’insufficienza di copertura delle spese dei Comuni italiani connesse all’accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati (Msna). Questo sta preoccupando molto i Sindaci e infatti l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha emesso una una nota facendo riferimento al Fondo pari a 115 milioni di euro nel 2025, destinato a ristorare in via emergenziale le spese dei Comuni per i Msna presi in carico fuori dai sistemi di accoglienza nazionale.
Secondo i Comuni bisogna ampliare in modo significativo, la capienza del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI) dedicato ai minori, così da consentire a tutti loro di essere presi in carico all’interno di un sistema che possa offrire una buona integrazione, anche in previsione dell’inizio imminente del nuovo anno scolastico.
La questione è tanto più complessa nelle città in cui il numero di Msna presi in carico diventa talmente alto da risultare insostenibile. Anche da questo punto di vista il SAI, se adeguatamente potenziato, può rappresentare un meccanismo naturale di governance e leva di equa distribuzione, per piccoli numeri, sull’intero territorio nazionale
Il Sistema di accoglienza e integrazione SAI è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.