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Banco monoposto innovativo, dubbi per le 5 rotelle. Codacons: sarà autoscontro? I produttori: addio distanziamento

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Come annunciato due giorni fa, il Codacons ha presentato un esposto alla magistratura contabile e all’Autorità Anticorruzione affinché avviino indagini sull’appalto di produzione di tre milioni di banchi monoposto, volte a garantire la correttezza della spesa a carico dello Stato bando di gara.

Il Codacons teme che diventi “un gioco” degli studenti

I dubbi dell’associazione dei consumatori riguardano la spesa per le nuove postazioni: la tipologia, in particolare dei banchi “innovativi” dotati di rotelle che potrebbero facilmente trasformare le aule in “autoscontri” ed essere utilizzati come un gioco dagli studenti.

Si tratta, quindi, della seconda gara d’appalto avviata in questi giorni per produrre fino a 1,5 milioni di pezzi.

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Forti dubbi sul banco monoposto innovativo, con non meno di cinque rotelle sottostanti, sono stati posti anche dalle aziende del settore, rappresentate da Assufficio di FederlegnoArredo e Assodidattica, a cui aderiscono i produttori e i distributori italiani dell’arredo scolastico ed educativo, coprendo oltre il 95% del fatturato nazionale.

I produttori: contrastano il distanziamento

Ai produttori non piace poi l’idea del banco innovativo-tecnologico, perchè “la seduta su ruote va in direzione opposta alla scelta del distanziamento sociale, che ha portato alla scelta del banco monoposto”.

Gli alunni, sostengono i produttori, con le sedie “mobili” avrebbero maggiori possibilità di spostamento, infrangendo in questo modo più facilmente la regola imposta dal Comitato tecnico scientifico del distanziamento minimo di un metro statico di distanza, così da prevenire i contagi da Covid-19.

E la sicurezza?

“Non vogliamo addentrarci oltre sulla parte riguardante il mancato rispetto delle norme di sicurezza dei prodotti cui ha fatto pubblicamente riferimento lo stesso ministro Azzolina, ma che ci sono ben chiare e che siamo disponibili a illustrare allo stesso ministro. La nostra professionalità, il nostro know-how in materia è un valore aggiunto che mettiamo nuovamente a disposizione di Governo e Protezione Civile che, purtroppo, constatiamo averci ignorato”, concludono i produttori.

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