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Belgio, Germania e Gran Bretagna: i maggiori livelli di occupazione

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Belgio, Germania e Gran Bretagna sono i tre Paesi dell’Unione Europea dove si registrano i maggiori livelli di offerte di lavoro, che per l’insieme dell’area euro si sono leggermente ridotte, all’1,6 per cento dei posti totali nel terzo trimestre, dall’1,7 per cento dei tre mesi precedenti.

I dati, fa sapere Il Sole 24 Ore, sono stati diffusi da Eurostat, l’istituto di statistica dell’Unione. Sull’insieme della Ue a 28 i posti liberi sono all’1,2 per cento, dall’1,3 per cento del secondo trimestre.

Una offerta di lavoro (job vacancy) viene definita come un posto retribuito rimasto vuoto, che sta per rimanere vuoto o di nuova creazione, per il quale il datore sta attivamente cercando un candidato, anche all’esterno dell’azienda o dell’organizzazione.

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In Italia nel terzo trimestre i posti di lavoro offerti risultavano pari allo 0,6 per cento del totale, dallo 0,7 per cento del secondo trimestre, vicino ai minimi della Ue. Tuttavia Eurostat puntualizza che i dati relativi a Italia, Francia, Danimarca e Malta non sono paragonabili con quelli degli altri Paesi, perché non includono le imprese con 10 o meno addetti. E nella pubblica amministrazione non includono scuola e sanità.

I livelli di offerta più elevati si registrano in Belgio, con un 2,7 per cento di posti liberi, Germania, 2,6 per cento, e Gb, 2,6 per cento. Seguono la Repubblica Ceca (2,3%), l’Austria (1,9%) e l’Estonia (1,7%). I valori più bassi si registrano invece in Lettonia (0,4%), Portogallo e Polonia (entrambi 0,6%). In generale nell’Unione europea, conclude Eurostat, ci sono più posti liberi nei servizi, con un 2 per cento, che nell’industria, dove sono all’1,1 per cento del totale.