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Berlusconi cancellò la naja, Forza Italia vuole reintrodurla: volontaria, di sei mesi e porta crediti

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Forza Italia vuole reintrodurre la naja, quella che dopo 60 anni lo stesso partito guidato da Silvio Berlusconi decise di cancellare: la nuova versione consiste in un’esperienza di alcuni mesi in ambito militare, decisamente diversa da quella abbandonata circa tre lustri fa per gli italiani maschi nati dopo il 1985.

On. Matteo Perego: servirà ad apprendere i valori delle forze armate

La proposta di legge di FI, incentrata sui percorsi formativi in ambito militare, è stata presentata ail 26 settembre alla Camera dall’on. Matteo Perego di Forza Italia: riguarda una ‘naja’ volontaria di sei mesi, da svolgere tra i 18 ed i 22 anni di età, con l’obiettivo dichiarato di “vivere le forze armate e apprenderne i valori”.

Alla fine dei sei mesi, ha detto ai cronisti Perego in una conferenza stampa a Montecitorio, verrebbe rilasciato un attestato valevole anche sotto forma di crediti formativi per l’università.

La nostra proposta di legge, ha aggiunto il parlamentare che fa parte della IV Commissione Difesa della Camera, è “un segno di interesse alla libertà di scelta per i giovani e per destare sia il loro senso di appartenenza alla Repubblica sia l’importanza della difesa del Paese. Il modo migliore per formare una classe dirigente per il futuro che non stia a casa ad aspettare sul divano il reddito di cittadinanza ma si impegni al servizio del Paese”.

L’ex ministra Gelmini: è il proseguo dell’educazione alla cittadinanza a scuola

Il capogruppo Maria Stella Gelmini auspica che il presidente della Camera Roberto Fico conceda la possibilità di esaminare il testo direttamene in commissione in sede legislativa, in modo da accelerarne l’iter.

“Darebbe un senso ad una legislatura in cui in questa settimana facciamo solo tre mozioni, un pochino poco rispetto a quello che un ‘governo del cambiamento’ dovrebbe fare”.

“Con questa proposta di Matteo Perego – ha aggiunto l’ex ministra dell’Istruzione dell’ultimo governo Berlusconi – ci confermiamo assolutamente coerenti con il percorso fatto fin qui: diversi anni fa con Valentina Aprea introducemmo l’educazione alla cittadinanza a scuola e portammo le forze armate e le forze dell’ordine a contatto con gli studenti”.

“Vogliamo approvarla direttamente in Commissione”

“Attraverso questa proposta – ha sottolineato Gelmini – vogliamo far vivere le forze armate, fare in modo che l’amor patrio, la difesa del nostro Paese, l’orgoglio di essere italiani possano, contagiare i giovani fin dalla tenera età. Chiederemo al presidente Fico, dopo una valutazione con gli altri gruppi, se ci sono le condizioni per approvarla direttamente in Commissione, per poter accelerare e dare sostanza ad una legislatura che in questa settimana si connota per avere all’ordine del giorno della Camera tre mozioni”.

“L’operato del Parlamento non va in maniera spedita come ci si aspetterebbe da un vero governo del cambiamento”.

On. Elio Vito: non è un ripensamento della decisione presa dal governo Berlusconi

L’on. Elio Vito, uno dei cofirmatari del ddl, ha aggiunto che questa proposta “non è un passo indietro rispetto all’abolizione della leva obbligatoria conseguita dal governo Berlusconi”, ribadendo che “l’esercito professionale su base volontaria che attualmente abbiamo è quello che serve al Paese, per cui è impensabile pensare a reintrodurre la leva”.

“Ma questo percorso, che è volontario, può servire ad instillare valori nei giovani, e ci aspettiamo l’attenzione della maggioranza rispetto a questa nostra proposta”, ha concluso Vito.

I probabili favorevoli

La proposta avrà quasi sicuramente l’appoggio Lega, visto che di recente il leader del Carroccio e vicepremier Matteo Salvini ha detto che sarebbe uno strumento “per far imparare ai ragazzi e alle ragazze l’educazione”. Tra i partiti politici che potrebbero dare l’assenso al progetto, dovrebbe figurare anche Fratelli d’Italia.

Decisiva, quindi, ai fini dell’approvazione del disegno di legge, risulterà la posizione del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico.