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Bianchi: il tirocinio formerà le competenze didattiche dei docenti. È la fine dei 24 Cfu?

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“Per quanto riguarda la scuola primaria c’è già una laurea abilitante, ma in generale per il reclutamento stiamo lavorando mettendo enfasi sulle competenze, che poi sono quelle pedagogiche del mestiere. Ciò significa selezione basata non solo su competenze strettamente disciplinari ma anche su competenze provenienti dal tirocinio”. Così il ministro dell’Istruzione Bianchi in conferenza stampa insieme al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, a seguito della Cabina di regia sul Pnrr.

Insomma, tra le varie riforme su cui sta lavorando il Ministero dell’Istruzione, quella del reclutamento continua a essere prioritaria. Anche dopo il Decreto Sostegni bis che ha messo a punto le procedure concorsuali, queste sono ancora oggetto di modifica, specie alla luce dell’esigenza di pianificare e bandire un concorso ogni anno, come più volte annunciato dal Ministro.

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Peraltro ricordiamo che nei mesi scorsi il ministro Bianchi si era espresso anche in modo non favorevole al meccanismo dei 24 Cfu per l’acquisizione delle competenze didattiche degli insegnanti. I 24 Cfu? “non è assolutamente quello il modo,” non rappresentano il giusto modello formativo del diventare insegnante, aveva dichiarato il Ministro rispondendo a una domanda della senatrice Drago.

Dunque su questo fronte attendiamo delle novità. Il tirocinio potrebbe sostituire i 24 Cfu?

Il piano di riforme

Il Ministro ribadisce il suo piano di riforme: “In programma la Riforma degli istituti tecnici e professionali, degli istituti superiori e l’orientamento che deve partire dalle scuole medie; e non dimentichiamo i docenti, bisogna ridare dignità al mestiere di insegnante, ecco perché le nuove norme sul reclutamento e sulla formazione. Poi la riforma che le riunisce tutte: la riforma dell’organizzazione scolastica, che riguarda anche la numerosità delle classi”.

“Sugli investimenti abbiamo le idee chiare: ambienti per una nuova didattica molto più laboratoriale; e i contenuti della nuova didattica”.

“Grande attenzione agli asili nido per permettere un’eguaglianza di genere in tutti i settori; le mense scolastiche e le palestre per passare a un regime effettivo di tempo pieno in tutto il Paese. E poi un paino di estensione del tempo pieno, la riforma degli Its, la DaD e la formazione di tutto il personale, le nuove competenze, i nuovi linguaggi e le nuove scienze”.

“Entro novembre siamo pronti per fare bandi per 5 miliardi, per sostenere la ripartenza del Paese”.

“Le riforme sono molto importanti per noi. Crediamo infatti di dovere agire su tutta la filiera, con l’obiettivo di ridurre la dispersione scolastica e di dare al Paese quelle competenze che servono, all’interno degli stessi settori industriali, per dare un’accelerazione alla ripresa”.

“Le scuole medie saranno un punto di partenza per un accompagnamento dei ragazzi verso la scuola superiore e il potenziamento professionale”.