A riportarlo è il Corriere della Sera che, commentando il provvedimento di sospensione della patria potestà nei confronti dei fratelli, figli di Nathan e Catherine Trevallion, abitanti nel bosco in una casa senza i minimi accorgimenti sanitari, da patte del tribunale, scrive che “a pagina 11 del documento si evidenzia che “i minori, inizialmente privi di un medico di base, hanno effettuato la prima visita pediatrica il 24/7/2025, in età compresa fra i 6 e gli 8 anni”.
E aggiunge pure che la gravissima “sottovalutazione delle tematiche relative alla loro salute” è stata messa in evidenza da una “bronchite acuta con broncospasmo non segnalata e non curata dai genitori”, ma evidenziata dalla casa famiglie dove sono stati momentaneamente messi i ragazzi.
La patologia riscontrata sarebbe il probabile esito delle lacune abitative, acuita dalla manifestata avversione ai controlli sanitari dei genitori che “hanno sostenuto come i bambini facessero una vita naturale e al riparo dalle influenze mediatiche nocive”, sottraendo i figli così anche al completamento del ciclo vaccinale.
E se è elogiata la scelta dell’istruzione parentale, sembra che la famiglia Trevallion “non abbia mai avvisato il dirigente scolastico della scuola più vicina, come prevedono le norme, dichiarando anno per anno “il possesso della capacità tecnica o economica per provvedere all’insegnamento parentale”.
In ogni caso, specifica Il Corriere, “i figli dei Trevallion verranno sentiti di nuovo dal Tribunale senza la presenza dei genitori, diversamente da quanto avvenne nei mesi scorsi quando mamma Catherine traduceva per i piccoli”.