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Bimbo disabile di tre anni escluso dal nido per un’educatrice spostata. I sindacati: criminali

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Un bambino disabile sarebbe stato escluso dal nido comunale di Venezia. Immediate, scoppiano le sacrosante proteste.

La mamma sarebbe stata costretta a ritirare il figlio di quasi tre anni dalla graduatoria per la mancanza di una maestra di sostegno.

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“E’ gravissimo, inaccettabile e indegno in un Paese civile”, dicono Daniele Giordano, segretario Generale Fp Cgil Venezia e Federico Bozzanca, segretario nazionale Fp Cgil: “Abbiamo appreso che, come denunciato anche dalla consigliere comunale del Pd Monica Sambo, la scelta di spostare un’educatrice nel mese di gennaio ad altra scuola – rilevano – in modo da variare il rapporto numerico ha determinato l’esclusione di un bambino disabile. Questo dimostra che la gestione dei servizi educativi è in mano a dei criminali o a dei totali incapaci”.

 

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“Se il sindaco Brugnaro non interverrà immediatamente – continuano – denunceremo a tutti gli organismi nazionali e internazionali il Comune per discriminazione affinché siano garantiti civili anche a Venezia e per evitare che quanto accaduto possa ripetersi”.

Ecco come sarebbero andati i fatti, secondo i due sindacalisti: “risulterebbe che la Direzione Servizi Educativi abbia spostato l’educatrice – aggiungono – pur sapendo che il primo bambino in graduatoria è un bambino con disabilità e che quindi avrebbe dovuto poi avere un’assistenza nel rapporto uno ad uno. Continua la logica da contabili che mira a far quadrare i conti degli spostamenti contro il buon senso ma soprattutto contro la dignità dei bambini. Anche il subdolo atteggiamento di far passare come quasi un ‘tappo’ nella graduatoria il bambino tanto da indurre la famiglia a rinunciare al posto per permettere ai successivi in graduatoria di entrare è per noi inconcepibile e disumano”.