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Boom di contagi: chiuse scuole ed università in Lettonia

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A seguito della recente e preoccupante risalita dei contagi da Sars – CoV -2 nei paesi baltici, le autorità sanitarie locali, con il supporto dei dipartimenti regionali, hanno disciplinato ed emesso nuove norme di circolazione, frequentazione degli ambienti pubblici e relativa chiusura in caso di ingente rischio epidemiologico.

I plessi scolastici sono in grave difficoltà: i numerosi casi giornalieri stanno mettendo a rischio le procedure di tracciamento dei casi positivi e dei rispettivi contatti stretti avvenuti tra contagiati. L’esecutivo lettone, riunitosi straordinariamente con il Dipartimento d’emergenza, ha decretato un lockdown della durata di quattro settimane circa, che potrebbe estendersi in termini di tempistica e disciplina nel caso in cui non si raggiungano gli obiettivi sperati, vale a dire una graduale decrescita dei contagi giornalieri. Chiuse scuole ed università locali, che erogano la consueta didattica a distanza, vista la grave situazione epidemiologica ed il tasso di contagi elevato, se rapportato all’esigua popolazione delle tre repubbliche.

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La risalita dei contagi: dati, statistiche e misure di contenimento

Lituania, Lettonia ed Estonia sono alle prese con una preoccupante quarta ondata, che rischia di portare il sistema sanitario locale al collasso, nonostante abbia reagito energicamente alle precedenti fasi dell’emergenza epidemiologica ancora in corso. L’applicazione della Certificazione Verde COVID-19 a livello locale, volta a ripristinare la libera circolazione tra le tre repubbliche ex-sovietiche, mira anche ad incrementare il tasso di vaccinazione della popolazione locale, che si mantiene elevato, subendo però ricadute nelle regioni orientali della Lettonia, colorate di rosso intenso nelle cartine relative al rischio epidemiologico emesse dal Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie.

L’Estonia accusa un’impennata della media settimanale dei contagi giornalieri da Sars: dal dato di 24 casi giornalieri medi nella metà di agosto si è passati ai 1.439 di inizio novembre, e la curva non ha intenzione di scendere, almeno per ora. Le autorità lettoni hanno disposto un lockdown in tutto il paese per prevenire un collasso del sistema sanitario; da una media settimanale di 53 casi al giorno registrati a fine luglio, si è arrivati ai 2.317 dell’ultima settimana di ottobre.

La Lituania conta i dati peggiori: il tasso settimanale dei contagi si è alzato dai 50 casi al giorno della prima settimana di agosto ai 2.900 positivi registrati giornalmente. Occorre far presente che i paesi baltici presentano un altissimo tasso di positivi per 100.000 abitanti, considerando l’esigua popolazione di Lettonia, Lituania ed Estonia, alle prese con un processo d’emigrazione dei giovani nella vicina Svezia e Polonia che ha fatto precipitare i paesi in una vera e propria crisi demografica. Il tasso di vaccinazione è elevato: Lituania, Lettonia ed Estonia contano rispettivamente il 64%, il 61 % ed il 59 % della popolazione vaccinata con doppia dose. 

Le disposizioni nelle scuole e negli atenei: chiusure, limitazioni e DAD

È consentito l’accesso alle strutture scolastiche ed universitarie senza presentare la Certificazione Verde COVID-19, che vede una discreta applicazione a livello interno, limitata a ristoranti, sale da ballo e caffetterie per il consumo negli ambienti al chiuso. Resta allarmante la situazione nelle scuole; nonostante il crescente tasso di vaccinazione della popolazione giovane, risulta abbastanza evidente che l’abbandono delle consuete disposizioni anti-contagio è lontano in termini di previsioni ed attuazioni. Distanziamento interpersonale, mascherina a protezione delle vie aeree e frequente disinfezione delle mani restano un must all’interno degli ambienti scolastici ed universitari.

Numerose le classi in quarantena e gli istituti chiusi per accertato focolaio da COVID-19. In Lettonia si torna definitivamente in DAD per un mese visto lo status di quarantena, decretato di recente dalle autorità sanitarie. Non è previsto, per ora, alcun obbligo vaccinale per insegnanti e personale scolastico. Sul tavolo di discussione c’è il tracciamento, che rischia di non reggere senza una concreta e diligente coordinazione delle autorità sanitarie locali.