Numerose famiglie del Regno Unito, a seguito delle difficoltà dei propri figli nel percorso scolastico, decidono di sottoporli a dei test con del personale esperto a fine di comprendere se persistono delle difficoltà da correggere attraverso la somministrazione di una didattica individuale e specializzata. Gli studenti SEND (acronimo che nel Regno Unito corrisponde a DSA) continuano, a seguito di analisi e statistiche condotte sul territorio, ad aumentare sensibilmente. Ciò dipende anche dalla sensibilità e percezione collettiva delle difficoltà: se prima un alunno che presentava criticità in materia di apprendimento veniva quasi escluso dalla didattica sia dalla scuola sia dalla stessa famiglia, ora gli istituti scolastici disporrebbero di infiniti strumenti atti a garantirne l’inserimento in didattica, l’inclusione e, soprattutto, il benessere. Nonostante tali fini siano esplicati in tutti gli obiettivi ministeriali anglosassoni, il Regno Unito si trova sempre più in difficoltà a sostenere l’inclusione di nuovi studenti SEND: secondo una survey condotta sul territorio questi potrebbero toccare quota 500mila l’anno prossimo.
Negli ultimi anni sempre più famiglie britanniche hanno chiesto una valutazione per i bisogni educativi speciali dei propri figli. Un sondaggio di Parentkind e YouGov mostra che un genitore su tre ha già avviato o intende avviare questo percorso. Non si tratta solo di un aumento delle diagnosi, ma anche di una nuova consapevolezza: i genitori conoscono meglio i diritti dei loro figli e non accettano più che difficoltà e ritardi restino senza risposta. Tuttavia, ottenere un piano di supporto (EHCP) può richiedere mesi, con tempi di attesa che spesso superano il mezzo anno, lasciando molte famiglie frustrate. Per i ragazzi la situazione è ambivalente: da un lato cresce la sensazione di esclusione quando la scuola non offre aiuti concreti, dall’altro chi riceve sostegno adeguato riesce a sentirsi più sicuro e valorizzato. I numeri ufficiali parlano di oltre 1,7 milioni di studenti classificati come SEND, quasi uno su cinque, di cui circa 638.700 con un piano formale attivo. Dietro queste cifre ci sono storie di famiglie che lottano ogni giorno con un sistema che si espande nei numeri ma non sempre riesce a stare al passo in termini di risorse e inclusione, alimentando un misto di speranza e disillusione. Inoltre il Regno Unito si trova in difficoltà nell’offerta didattica SEND: il reclutamento difficoltoso e la scarsa specializzazione dei nuovi docenti le principali problematiche.
In Italia, il tema dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento ha assunto un peso sempre maggiore negli ultimi anni, soprattutto dopo l’approvazione della Legge 170 del 2010. Oggi gli studenti certificati con DSA hanno superato quota 350 mila, pari al 6% della popolazione scolastica, con una crescita costante rispetto ai 276mila del 2018. La concentrazione più alta si registra alle scuole superiori, dove oltre 192 mila ragazzi – circa il 7% degli iscritti – hanno un piano personalizzato di studio ed apprendimento. Se da un lato questa crescita riflette una maggiore consapevolezza delle famiglie e delle scuole, dall’altro ha alimentato un dibattito acceso: per alcuni esperti si tratta di un passo avanti verso l’inclusione, mentre altri temono un eccesso di “medicalizzazione” delle difficoltà scolastiche, che rischia di trasformare fragilità educative in diagnosi cliniche. Intanto, i genitori continuano a chiedere più formazione ai docenti – un sondaggio dell’Associazione Italiana Dislessia segnala che il 35% delle famiglie e il 36% degli studenti percepiscono ancora una preparazione insufficiente – a dimostrazione di quanto il tema resti aperto e centrale nel dibattito collettivo.