Chi dice che gli investimenti del Governo Meloni per la scuola sono in calo sarebbe bene che si informi: a dirlo, in un’intervista al Tg3, è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Quello della riduzione di spesa pubblica per la scuola, ha dichiarato il titolare del Mim, “è un dato non corretto, perchè nella finanziaria di due anni fa abbiamo aumentato il bilancio per la scuola italiana del 9 per cento” e a fine 2025, “nell’ultima legge di bilancio approvata a dicembre dello scorso anno dell’1,9%”.
“Inoltre – ha sottolineato Valditara -, in una sola legislatura abbiamo approvato tre contratti per il personale e questo non era mai accaduto nella storia della scuola italiana”.
In effetti, nell’ultima Legge di Bilancio, per il 2026 è stata programmata una sostanziale conferma della spesa, per quanto riguarda il futuro si prospetta tendenza al ribasso: in linea generale, complice il tasso di natalità in evidente diminuzione, con oltre 100mila alunni iscritti l’anno, a partire dal 2027 gli investimenti per la scuola dovrebbero tuttavia risultare in calo. Basta andare a vedere le proiezioni di spesa pubblica degli ultimi Documenti di economia e finanza per rendersene conto.
Del resto, le tabelle del Def degli ultimi 15 anni, dai tempi dell’ultimo Governo Berlusconi e del ministero dell’Istruzione affidato a Mariastella Gelmini, le riduzioni di spesa per il comparto Istruzione rispetto al Pil sono state purtroppo ben evidenti, con alcuni miliardi di euro delle casse dello Stato risparmiati ogni anno. Figuriamoci, adesso che viviamo un costante calo demografico: l’invarianza degli organici diventa pressoché impossibile da assicurare.
Sempre durante l’intervista al Tg3, Valditara ha detto che risulta “fondamentale vietare anche l’utilizzo dei social ai minori di 15 anni”
E ancora: “Una buona notizia è che l’iter in parlamento del disegno di legge bipartisan è partito. Auspico venga approvato il più presto possibile”.
A proposito del rapporto Invalsi 2026 (con i risultati in Matematica in calo tra l’8 e il 10%”, come sottolineato alla ‘Tecnica della Scuola’ da Roberto Ricci, presidente Invalsi) e del calo della dispersione scolastica e dei divari territoriali, il Ministro ha ribadito che i dati “testimoniano il recupero del Mezzogiorno negli abbandoni scolastici e anche nelle competenze, quindi si riduce la forbice per quanto riguarda le competenze. Tanti ragazzi che prima non andavano a scuola ora tornano in classe”.