Un aspetto preoccupante del fenomeno del bullismo riguarda la composizione delle classi: il bullismo aumenta notevolmente quando nelle classi prevalgono i maschi. L’importanza di un equilibrio di genere nelle aule diventa quindi un tema centrale per contrastare il fenomeno.
Lo rivela uno studio condotto da tre ricercatrici di politiche sociali, Maria Laura Di Tommaso, Silvia Mendolia e Giulia Savio, pubblicato in questi giorni nel portale lavoce.info
In Italia, sottolineano le tre studiose, la violenza tra gli adolescenti ha raggiunto livelli preoccupanti: secondo il Rapporto Espad Italia 2023, condotto dall’Istituto di fisiologia clinica del CNR di Pisa, il 46% degli studenti maschi e il 34% delle studentesse tra i 15 ei 19 anni ha partecipato a risse o zuffe nel corso del 2023.
Altre ricerche evidenziano che la fascia di età più colpita dal bullismo si è abbassata, con bambini tra gli 11 ei 13 anni che vivono esperienze di violenza a scuola con sempre maggiore frequenza.
Per analizzare il bullismo in Italia, uno degli strumenti più utilizzati è il dato Invalsi in quanto gli studenti e le studentesse vengono interrogati su frequenza e natura degli atti di violenza subiti (insulti, esclusioni, derisioni, picchiai, ecc.) e sull’impegno nei comportamenti aggressivi nei confronti dei compagni.
Già dieci anni fa, in collaborazioni con altri esperti, le tre ricercatrici avevano condotto un importante studio utilizzando proprio i dati Invalsi relativi agli studenti di quinta elementare.
Lo studio si era concentrato sui comportamenti di bullismo “tradizionale” (escludendo quindi il fenomeno del cyberbullismo, che all’epoca non era ancora ampiamente diffuso). I risultati avevano messo in luce che il bullismo è un fenomeno principalmente maschile: circa il 25% dei bambini ha dichiarato di essere stato vittima di bullismo almeno una volta alla settimana, rispetto al 17% delle bambine.
Un altro fattore cruciale nello studio del bullismo è la composizione del genere delle classi. Utilizzando sempre i dati Invalsi è stato osservato che nelle classi con una maggiore presenza di bambini maschi, l’incidenza del bullismo tra le vittime aumenta. In particolare, un aumento della percentuale di maschi nella classe si traduce in un incremento del 4% della probabilità di essere vittima di bullismo per le bambine. Se la percentuale di bambini maschi è inferiore al 25 per cento, la percentuale di bambine vittime di violenza è pari al 16,5 per cento, ma se la percentuale di maschi è superiore al 75 per cento, la percentuale di bambine vittime di violenza sale al 19 per cento.
Questi dati suggeriscono che nelle classi con un forte squilibrio di genere le bambine sono più vulnerabili e, oltre al bullismo, evidenziano anche una minore propensione a formare amicizie e un peggioramento del benessere psicologico.
Le implicazioni di tali dinamiche sono significative: le bambine che vivono in un ambiente di classe dominato dai maschi potrebbero sperimentare danni a lungo termine, non solo in termini di benessere emotivo, ma anche nel loro rendimento scolastico e nelle opportunità future.