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Aggiornato il 09.02.2026
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Bullismo e cyberbullismo, indagine su oltre tremila alunni in Trentino: il 17% ha paura di intervenire

Sono stati presentati oggi gli esiti dell’indagine condotta nell’ambito del Progetto Bullifree, promosso da etika, l’offerta luce e gas solidale di Dolomiti Energia, insieme al Gruppo cooperativo trentino. Coinvolti 10 Istituti scolastici della Valsugana, con l’obiettivo di misurare la percezione di bullismo e cyberbullismo tra studenti, personale scolastico e famiglie, e di costruire una scuola più consapevole e accogliente. L’indagine ha interessato 3.176 studenti, a partire dalle classi quarte della primaria, 643 docenti e membri del personale scolastico e 1.747 genitori. Il dato che apre alla speranza è chiaro: l’84% degli studenti dichiara di stare bene o abbastanza bene a scuola. Inoltre, i ragazzi e le ragazze mostrano una buona consapevolezza del fenomeno: il bullismo viene riconosciuto come “un fenomeno grave che riguarda due o più ragazzi che non sono amici, in cui uno o più ragazzi hanno più potere dell’altro o degli altri”.

Dove avvengono gli atti di bullismo

I comportamenti più associati al bullismo, secondo gli studenti, sono: offese e insulti, prese in giro, minacce e aggressioni fisiche. Su questi punti concordano anche gli adulti, con una differenza significativa: mentre gli studenti evidenziano maggiormente il peso della “presa in giro”, personale scolastico e genitori segnalano con più frequenza “scherzi pesanti” e “esclusione dal gruppo”. I luoghi considerati più a rischio per episodi di bullismo sono bagni, spogliatoi e altri locali isolati, seguiti da cortili e mense durante l’intervallo. Il personale scolastico, inoltre, evidenzia come anche i mezzi di trasporto scolastici possano essere spazi critici.

Le reazioni degli studenti alle aggressioni

Sul fronte delle reazioni, quasi la metà degli studenti afferma che è giusto intervenire quando si assiste a episodi di bullismo. Tuttavia, il 17% teme che possa essere rischioso farlo. Se hanno bisogno di aiuto, i ragazzi si rivolgono principalmente a genitori e insegnanti. Interessante anche il punto di vista sulle possibili conseguenze per i bulli: il 44,8% degli studenti ritiene che debbano essere sanzionati e puniti, mentre personale scolastico e genitori privilegiano l’idea di un aiuto educativo, volto a rendere i responsabili più consapevoli.

I pericoli del mondo digitale

Ampio spazio è stato dedicato anche al cyberbullismo. Tutti i soggetti coinvolti concordano nel considerare la rete come un luogo potenzialmente pericoloso. Dalla rilevazione emerge che la maggior parte dei ragazzi riceve il primo cellulare tra i 9 e i 13 anni, con un uso medio giornaliero di 121 minuti. Il telefono viene utilizzato principalmente per ascoltare musica (72%), guardare video o film (60%) e studiare (59%). Solo il 45% lo usa per chattare o navigare sui social, ma il dato più sorprendente è che il 33% degli studenti segue oltre 50 influencer.

Gli istituti coinvolti nell’iniziativa

A illustrare l’indagine è stata Gabriella Vitale, dirigente dell’Istituto Comprensivo di Vigolo Vattaro, portavoce dei dirigenti scolastici coinvolti. Il lavoro di accompagnamento verso la certificazione UNI/PdR 42:2018 è seguito da Agenda 21 Consulting, con la partecipazione di dieci istituti (otto comprensivi e due superiori), tra cui gli Istituti Comprensivi di Pinè, Pergine, Levico, Borgo, Strigno, e gli istituti superiori Cipriani di Levico e Degasperi di Borgo Valsugana. Un’iniziativa che mette in primo piano l’ascolto, la responsabilità educativa e l’impegno condiviso per una scuola dove nessuno si senta solo.

https://www.tecnicadellascuola.it/bullismo-e-violenza-di-genere-gino-cecchettin-mali-con-la-stessa-radice-serve-piu-educazione-video

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