Non solo il tetto del 30% nelle classi per gli studenti immigrati ma anche il divieto di indossare burqa e niqab negli istituti scolastici. Davanti ai ragazzi della Gioventù nazionale FdI, la premier Giorgia Meloni ha annunciato che in Consiglio dei ministri verrà approvato un provvedimento che introduce “per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe” e ci sarà pure il “divieto di burqa”.
Sul provvedimento che riguarda le ragazze musulmane, la presidente del Consiglio ha spiegato che a scuola si deve andare a viso scoperto e non è più negoziabile la parità dei diritti tra uomini e donne.
Ma quante sono le giovani che indossano il burqa a scuola: chi frequenta gli istituti scolastici sa bene che si tratta di casi tutt’altro che frequenti.
Lo dicono anche i numeri. Quelli che ‘La Tecnica della Scuola’ è andata a consultare.
Gli ultimi dati ufficiali ci dicono che gli alunni stranieri iscritti ad un corso scolastico risultano 931.323, pari all’11,6% del totale, una percentuale più alta rispetto all’incidenza complessiva degli immigrati sulla popolazione italiana (8,9%). Oltre 607mila studenti con cittadinanza straniera sono nati in Italia, in forte crescita rispetto a undici anni fa (51,7%).
Ebbene, quasi la metà di allievi non italiani, il 42,9%, ha cittadinanza europea (i comunitari quasi un quinto), poi abbiamo il 27,8% di estrazione africana, il 20,7% asiatica e l’8,5% americana (quasi tutta latinoamericana).
Degli oltre 930mila iscritti, solo poco più di un terzo è legato alla religione musulmana: dei circa 350mila alunni musulmani, si suppone che poco più della metà, 150mila, siano di sesso femminile. Di queste, però, ne vanno considerate solo meno della metà, non oltre il 40%: per tradizione, infatti, il velo viene fatto indossare alle bambine e ragazze solo dopo la prima mestruazione. Quindi, vanno escluse tutte le alunne che frequentano sino all’incirca alla prima o seconda media.
Delle 60mila rimaste, quante si limitano ad indossare la sharia (o hijab) e quante il burqa? A questa domanda non c’è una risposta certa, ma gli esperti ci dicono che a portare il velo integrale è in genere meno dell’1% di donne islamiche. Parliamo, dunque 500-600 allieve straniere che, molto probabilmente, indossano il burqa nelle scuole italiane.
Considerando che complessivamente le classi in Italia sono 320mila e che il 60% va escluso, rimangono coinvolte meno di 130mila classi. Dividendo le 500-600 alunne straniere che indossano il burqa, si arriva alla conclusione: in Italia abbiamo una studentessa con velo completo ogni 240 classi interessate.
Se, invece, si fa la proporzione su tutte le classi esistenti, il numero diventa ancora più significativo: una alunna con burqa ogni 660 classi!
Nella tradizione musulmana, ricordiamo che quella di indossare il velo – sempre dopo lo sviluppo della bambina – è una norma imposta per legge per tutelare il pudore: così avviene, ad esempio, in Iran o in contesti territoriali gestiti da fondamentalisti.
In altri Paesi o nel mondo occidentale quella di indossare il velo diventa invece una scelta personale legata alla storia, alla religione e alla cultura, senza l’intervento della politica o di altre istituzioni.