Dal cuore dell’Europa al centro del Mediterraneo, si moltiplicano le leggi contro l’utilizzo del velo a scuola. Avviene in Svizzera, dove con il nuovo anno scolastico è entrato in vigore il divieto di utilizzare coperture per le ragazze sotto i 14 anni, e in Egitto, dove il governo ha confermato lo stop al niqab dietro i banchi, annunciato qualche tempo fa. A riferirlo è l’Ansa, che entra nel dettaglio delle decisioni dei due Paesi. Un tema, quello dell’utilizzo delle varie tipologie di velo a lezione, che nei mesi scorsi aveva tenuto banco anche in Italia, suscitando un acceso dibattito nel mondo della scuola.
Come raccontato da Tecnica della scuola in diversi articoli, recentemente avevano fatto discutere le prese di posizione del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara – che si è detto pronto a inserire il divieto di utilizzo del velo nel DDL Sicurezza – e finanche quelle del Garate dell’Infanzia Marina Terragni, che aveva confermato la contrarietà all’utilizzo del burqa e del niqab, considerati “dispositivi violenti inventati da uomini impauriti dal corpo femminile […] Va dunque sostenuto senza alcun tentennamento l’emendamento del Ministro dell’Istruzione e del Merito al ddl sicurezza inteso a vietarli”.
Adesso arriva anche la svolta della Svizzera, che ha varato una legge ad hoc. “Con l’inizio del nuovo anno scolastico, gli insegnanti sono tenuti a far rispettare il nuovo divieto qualora vedessero una ragazzina indossare il velo”, scrive l’Ansa. “In caso di violazioni ripetute, i servizi sociali per l’infanzia devono essere informati e, come ultima risorsa, i tutori potrebbero incorrere in multe fino a 800 euro“. Per la ministra per l’Integrazione, Claudia Bauer, del Partito Popolare austriaco (Övp), il velo sarebbe “un segno di oppressione e un mezzo per controllare le ragazze fin dalla più tenera età”.
Non mancano le voci critiche, secondo cui la nuova legge potrebbe alimentare un sentimento anti-musulmano nel Paese. “Riteniamo che limiti il diritto fondamentale alla libertà di religione e che colpisca le ragazze musulmane”, ha detto Carla Amina Baghajati, della Comunità islamica ufficiale in Austria. “La legge”, aggiunge l’Ansa, “è stata introdotta dalla coalizione di governo a guida conservatrice composta da tre partiti centristi: l’Övp, i Socialdemocratici (Spo) e il partito liberale Neos”, per i quali rappresenterebbe “un ‘chiaro impegno per la parità di genere’ mirando a tutelare i diritti delle giovani ragazze“.
Spostandosi all’Egitto, riporta ancora l’agenzia, “il ministero dell’Istruzione ha ribadito il divieto per le studentesse di indossare il niqab a scuola, considerandolo una violazione dei regolamenti sulle uniformi scolastiche”. Il caso, ricorda Ansa, è nato a seguito della controversia nata in una scuola del Governatorato di Qena. Anche in questo caso non mancano le voci critiche, come quella del parlamentare Ehab Mansour, per il quale “indossare il niqab rientra nella libertà individuale e non dovrebbe essere soggetto a divieti ufficiali in ambito scolastico”. Il ministero, però, non la pensa così.