Home Politica scolastica Calderoli: perplesso al trasferimento delle competenze sulla scuola alle regioni

Calderoli: perplesso al trasferimento delle competenze sulla scuola alle regioni

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Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e l’Autonomia, ha rivendicato il suo impegno per il contestato progetto di riforma sull’Autonomia differenziata e, nel corso di una intervista alla Stampa, ha detto:  “La Costituzione prevede l’Autonomia: non si può dire ‘viva la Carta’ e poi non rispettarla. Fino ad oggi, tutti se ne sono fregati. Io non voglio farlo. Nessuno vuole che tutte le competenze vengano trasferite alle Regioni. Qualcuna sarà meglio che la tenga lo Stato, qualcun’altra gli enti locali; di volta in volta si valuterà con il Governo e il Parlamento”. 

Questo nelle linee generali e poi, andando nel particolare, a proposito della possibilità di trasferire la competenza sulla scuola, Calderoli ha spiegato di coltivare delle perplessità: “sulle ‘norme generali sull’istruzione. È la sinistra ad averla inserita in Costituzione tra le competenze trasferibili. Una scelta folle, non posso farci nulla. Se però qualche regione volesse richiedere le ‘norme generali sull’istruzione’, in Consiglio dei ministri e in Parlamento voterei contro”. 

Ma soprattutto Calderoli ha negato l’intenzione di “spaccare l’Italia”, secondo l’accusa che gli viene rivolta da chi si oppone alla misura: “Mi dicano dov’è, nel testo, l’articolo o il comma con cui si vuole dividere il Paese e lo correggo. Finora nessuno è stato in grado di indicarmelo”. 

E poi ha sottolineato: “Chi al Sud contesta l’Autonomia è un egoista rispetto al Nord, perché in questo momento, in Italia, ci sono 12 regioni del centronord che danno più di quello che ricevono e altre 8 regioni che invece ricevono più di quel che danno. Non solo. Chi la contesta manca di rispetto anche ai cittadini del Sud, perché lì c’è la possibilità di crescere. Senza Autonomia, invece, non cambia niente e lo storico gap tra Nord e Sud continuerà a restare tale”. 

A lui risponde, con la consueta ironia Vincenzo  De Luca, il presidente della regione Campania: l’autonomia differenziata è “una grande operazione propagandistica che non aiuta in nulla il rilancio dell’Italia e nemmeno la soluzione di una Pa adeguata. 

“L’autonomia è un’occasione per spezzare l’Italia e per spezzare l’unitarietà del Sistema sanitario nazionale e del sistema scolastico”.

Abbiamo nodi strutturali da affrontare, l’autonomia non c’entra nulla con questi nodi. La linea della Campania è utilizzare il tempo necessario per definire i Lep, per fare una grande operazione di burocrazia zero, che poi sono le cose che interessano alle imprese invece di perdere tempo con grandi riforme istituzionali, costituzionali”.

 Secondo De Luca “c’è un pericolo sullo sfondo che, nella bozza Calderoli, si chiama il residuo fiscale da lasciare al Nord cioè il flusso di tributi che matura in qualche Regione del Nord resta al Nord, non si capisce poi con quali risorse recuperiamo i livelli essenziali di prestazione”.