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Cambia la strategia sindacale sulla Riforma?

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Sta cambiando la strategia sindacale sulla questione della riforma? Sembra di sì, almeno a leggere i documenti preparatori dello sciopero di oggi 26 marzo.

In effetti nel volantino ufficiale sottoscritto dai tre sindacati confederali non si parla più di ritiro del decreto attuativo n. 59/2004 che fino ad ora era una delle parole d’ordine ricorrenti; è vero che Cgil, Cisl e Uil ribadiscono "il dissenso del mondo della scuola e della formazione nei confronti dei contenuti della legge Moratti".
Ma poi l’esemplificazione successiva nulla ha a che vedere con la legge n. 53.

I sindacati chiedono infatti "più investimenti e meno precarietà" che sono però rivendicazioni rivolte più alla legge Finanziaria che alla legge di riforma.
Ed anche la "necessità di porre fine al taglio degli organici di personale docente e Ata" è una richiesta che con la legge di riforma non c’entra proprio nulla.
Non manca un accenno al "pieno rispetto del ruolo della contrattazione", mentre uno dei punti qualificanti della protesta riguarda la proposta di legge sullo stato giuridico degli insegnanti e in particolare le norme che prevedono la cancellazione delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nella scuola.
Del tutto nuovo è poi un motivo strettamente politico: i sindacati confederali esprimono "netta contrarietà alla devolution alle regioni delle competenze sulla scuola" e sembrano quasi dimentichi del fatto che il trasferimento di poteri alle regioni e agli enti locali risale almeno alla legge costituzionale n. 3 del 2001 se non addirittura al decreto legislativo n. 112 del 1998
.
In realtà non una parola viene spesa sui contenuti della legge di riforma e sulle questioni che ancora nei giorni scorsi erano considerate prioritarie dai confederali (tutor, tempo-scuola, anticipi nella scuola dell’infanzia, riduzione delle ore di insegnamento di inglese).
Intanto lo Snals si defila definitivamente e sottolinea come lo stesso sciopero di oggi abbia "una valenza prevalentemente politica nella quale si stemperano i reali problemi del personale della scuola".
Allo scontro frontale lo Snals sembra preferire il confronto e coglie anzi l’occasione per ascriversi il merito di aver ottenuto modifiche importanti sul decreto che definisce gli organici per il 2004/2005 ormai prossimo alla pubblicazione definitiva.