Home Attualità Cari ragazzi, l’accorata lettera di un preside ai suoi alunni

Cari ragazzi, l’accorata lettera di un preside ai suoi alunni

CONDIVIDI

Il nostro collaboratore, Gianni Zen, preside del Liceo Classico Brocchi di Bassano del Grappa, ha realizzato una splendida lettera ai suoi alunni in vista del nuovo anno scolastico.

Ecco il testo:

Icotea

Cari Ragazzi,
riprende un nuovo anno scolastico.
Per le ragazze ed i ragazzi delle classi prime si tratta di un vero inizio, di una nuova stagione della loro vita. Per tutti gli altri, di una ripresa. E, per le classi quinte, dell’ultimo anno tra di noi, una sorta di lasciapassare verso il futuro.
A tutti voi, ai vostri genitori, ai docenti e al personale, un Buon Anno Scolastico!
Noi, come scuola, assieme ai genitori, siamo a vostra disposizione. Sempre nella speranza che possiate riconoscere e vivere la stagione liceale, anzitutto come una bella esperienza di vita, ma anche come vero investimento culturale per il vostro e nostro futuro.
Che cosa avete la possibilità di imparare a scuola? Vi auguro che incontrare dei veri maestri nei docenti, conoscenze vestite da passione, competenze capaci di coinvolgere, anche emozionare, perché foriere di una vita che si intuisce ognuno potrà realizzare anzitutto attraverso domande di senso, piene di significato, in grado di aprirvi a nuovi mondi e a nuove relazioni.
La scuola, attraverso le materie e gli indirizzi, è infatti la migliore finestra verso il mondo. Che richiede, da parte di tutti, anche sano impegno, anche fatica del concetto, anche studio approfondito.
E’ l’esatto contrario della mentalità di oggi, quella che si esprime soprattutto nei social, fatta di sole opinioni, di opinioni sparate come verità assolute, di mancanza di rispetto reciproco.
A scuola tutti imparano, gli studenti ma anche i docenti, che le opinioni devono ricomporsi come domande di sapere, ma domande che abbisognano di venire provate, dimostrate, messe alla prova di continuo. Questa è la bellezza della cultura, oltre le singole nozioni ed informazioni.
Come scuola, è sempre bene ricordarlo, così carica di storia e che tanto ha dato e sta dando al nostro tessuto sociale, siamo chiamati ad un solo compito: essere sempre più “servizio pubblico”, vincolato a favorire in tutti gli studenti formazione umana e preparazione, in quanto Liceo, alla scelta universitaria e quindi al mondo del lavoro. Il tutto assieme alle famiglie. Compagne di viaggio nell’affascinante sfida formativa che ci è stata affidata.
Il fascino di questa sfida non sta, però, solamente nel continuare il lavoro degli ultimi anni. Sta, prima ancora, nella necessità, visti i tempi segnati dal “glocalismo” e dalla veloce obsolescenza delle informazioni, di innovare approcci, contenuti, metodologie ed ordinamenti. Per essere sempre più punto di mediazione tra domande ed attese dei giovani di oggi, quindi della nostra società della conoscenza, quindi anche del mondo del lavoro.
Vorrei, assieme ai genitori, ai docenti e al personale, contribuire a darvi una mano, lo ripeto, in questi due precisi contesti: aiutarvi a diventare consapevoli che la libertà di cui godete oggi è soprattutto la possibilità di realizzare il vostro progetto di vita; e che la difesa di questo diritto richiede coraggio, oltre che fatica, richiede cioè il rischio dell’avventura e della speranza oltre gli inevitabili ostacoli.
A volte mi viene da pensare che ai voi ragazzi, sempre con tatto e lucidità, non dobbiamo offrire scorciatoie, cioè sconti sulla fatica di vivere: essenziale è convertire, sempre in positivo, possibilmente assieme, lo sforzo quotidiano in, lo posso dire?, gioia di diventare autonomi e responsabili. Capaci di alzare lo sguardo, di produrre idee e innovazioni, e di argomentarle e di difenderle.
Voi ragazzi, me lo ripetete spesso, vi aspettate di trovare a casa e a scuola genitori e docenti autorevoli, cioè punti di riferimento credibili, affidabili, coerenti. Docenti, in particolare, che vi sappiano entusiasmare al gusto del sapere e alla positività della vita.
Questo potrà significare per noi il piacere di “esserci” con voi, senza paura anche degli inevitabili errori e conflitti, ma aperti sempre al pensare positivo, al dialogo costruttivo.
Buon inizio di Anno Scolastico

Il vostro Preside